La pornografia secondo Mughini

Giampiero Mughini giornalista opinionista indipendente e irriverente non fa mistero della sua passione per i video porno italiani e i siti hard. Opinionista molto richiesto, sincero fino all’inverosimile, non ha esitato a manifestare apertamente il proprio pensiero, a differenza di tanti che indossano la maschera dell’ipocrisia, di pirandelliana memoria, per timore di incorrere nel giudizio severo di quanti sono schiavi dei pregiudizi.

Giampiero Mughini ha affermato che la pornografia è un’arte e, in quanto tale, non tutti sono in grado di comprenderne la reale portata, proprio per l’incapacità di sfatare i soliti e banali luoghi comuni.

Il giornalista ha spesso raccontato di aver acquistato, in passato, molte cassette hard e di averle tenute in bella vista nella sua casa, oggi i tempi sono cambiati e il web, entrato prepotentemente nella nostra vita quotidiana, ha monopolizzato la nostra attenzione e, nel giro di pochi anni, sono proliferati i siti che consentono ai navigatori del web di accedere a un vastissimo contenuto di porno gratis. Giampiero Mughini apprezza molto le pornostar anche quelle d’oltralpe, come la bellissima Tory Black, che accende la fantasia di molti affezionati ammiratori.

Non si può fare a meno di ammirare la schiettezza di Mughini che non esita a decantare la bellezza delle pornostar, affermando che solo le persone intelligenti possono capire il valore artistico del genere hard. In effetti, è proprio così e lo hanno capito bene le cosiddette “Ragazze del porno”, dieci registe italiane che puntano sulla qualità del porno nostrano, caratterizzato da una particolare attenzione alle inquadrature, alle scene che si inseriscono in un contesto ben definito, una cornice ambientale che rende meno anonime e monotone le scene di sesso.

Come sono cambiati i tempi da quando solo le gambe chilometriche delle gemelle Kessler o l’ombelico danzante della Carrà facevano gridare allo scandalo! Oggi il porno è praticamente dappertutto è un universo svelato e facilmente accessibile ( senza contare il fatto che ormai è possibile per tutti essere persino un pornoattore come è dimostrato dai milioni di video amatoriali gratis che si trovano in rete). Anche Giampiero Mughini ha più volte sottolineato questo aspetto, ricordando come in passato un cartellone pubblicitario un po’ più allusivo creava turbamento e sconcerto, mentre oggi nessuno fa più caso a corpi nudi in primo piano che non lasciano niente all’immaginazione.
Gli attori che si cimentano in questo genere devono avere sicuramente doti artistiche di un certo rilievo, per evitare di cadere nella banalità e nella ripetitività, perché, in caso contrario non ci sarebbe alcuna differenza di loro, Rocco Siffredi, ad esempio, è un indiscusso sex symbol, che tiene avvinte le sue ammiratrici con le sue performance interpretative sempre nuove.
Mughini ha dunque condiviso la sua passione non troppo segreta con quanti apprezzano il segreto brivido del porno, rendendo ancora più appetibile e stuzzicante il gusto del proibito.

Arte e pornografia

La pornografia è un aspetto ancora lasciato in ombra, spesso non se ne parla, per timore di incorrere nelle critiche gratuite e di scontrarsi con i pregiudizi radicati. La pornografia, però, è anche arte e, nel corso dei secoli, la pittura e la scultura hanno contribuito a diffondere l’idea del “nudo” artistico, sublimando con l’arte la sessualità ammiccante di una società poco incline a svelare dettagli privati dell’intimità domestica e non.

Chi non ricorda, ad esempio, la sensualità prorompente di Danae, ritratta da Gustav Klimt? L’industria cinematografica ha contribuito a sublimare con l’arte della regia e dell’interpretazione di attrici di grande spessore una tematica che, per molti, è ancora tabù, si ricordi ad esempio, “La chiave” di Tinto Brass, opera cinematografica che illuminava, con la sapiente arte della regia, gli oscuri meandri di una sessualità ancorata a fantasie morbose e inconfessabili.

Da qualche anno, ha suscitato molto interesse l’iniziativa di un gruppo di registe italiane, decise ad andare controcorrente, per rivendicare il diritto di esprimere la propria creatività, attraverso la pornografia d’autore. Il progetto ha riscosso un enorme successo, in quanto, la porn art diventa anche un modo per affermare il vitalismo di una femminilità che non conosce confini. In una simile prospettiva, viene legittimato il diritto a quella che fino a pochi anni fa era considerata una prerogativa esclusivamente maschile, vale a dire la possibilità di esprimere una sessualità a tutto tondo, senza veli e tabù, da un punto di vista, però, (questa è la novità) tutto al femminile. Monica Stambrini e Regina Orioli sono solo alcuni dei nomi delle ragazze del porno, che hanno tratto ispirazione da progetti analoghi diffusi con successo in Danimarca, Spagna e America. Il gruppo di registe ha avviato anche una raccolta di fondi “Art for porn”, una vendita di opere donate all’associazione da artisti del settore, che consentirà di raccogliere la somma necessaria per la realizzazione di tre cortometraggi.

Un modo diverso di intendere l’arte, ma non per questo meno degno di nota. Le ragazze del porno hanno portato senza dubbio una ventata di novità destinata a far discutere molto.