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TRIBE ART / CHI SIAMO

Nato nel 2003, su iniziativa di TRIBE Società Cooperativa, TRIBE ART è il primo mensile a distribuzione gratuita dedicato alle arti visive della Sicilia. Tante le rubriche, da "Spazi Aperti" a "Ricreazione", il mega contenitore che vi parla di design, musica, fumetti, reciclo e molto altro. E poi recensioni, interviste, segnalazioni e un ricco calendario delle mostre siciliane.

Il periodico, stampato in 8.000 copie, viene distribuito in Sicilia e in abbonamento in tutta Italia. Viene diffuso inoltre tramite i maggiori social network e una nutrita mailing list (oltre 8.000 utenti).


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TRIBE ART / ULTIMI NUMERI




MARZO 2010
8.000 copie
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Nulla (o niente) è un termine comunemente usato per indicare la mancanza completa di qualcosa. In effetti qualcosa scarseggia nel nostro Paese: la qualità. Dai salotti politici a quelli televisivi il “Niente” sembra essere l’ospite più gradito. Un vuoto sia nei contenuti, sia nelle azioni. Una tendenza dilangante comoda a pochi, irritante per molti. TRIBE ART sceglie di esorcizzare questo “male” comune mettendolo in copertina. Un “Niente” che è anche il cuore di Sikania Rising, l’operazione multimediale che il Laboratorio Saccardi presenterà in occasione del MiArt 2010, ospiti (come la nostra rivista) della z2o galleria Sara Zanin di Roma. Il progetto è un omaggio ai Sicani, tra i primi insediamenti umani nella Sicilia occidentale, popolazione tribale dal culto pagano in perenne lotta con i Siculi. Un’installazione parietale, un gruppo su Facebook, 100 totem costruiranno “un viaggio nella memoria storica e spirituale meridionale”, attraverseranno la nostra “generazione materialista”, per arrivare alla “creazione di una nuova religione pagana“.
Un ritorno alle radici in cerca di valori e di punti di riferimento, un’indagine ironica che mette a nudo un’Italia allo sbando e sempre più disorientata. Occorre ripartire. Dal “niente”, appunto.

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FEBBRAIO 2010
8.000 copie
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La Sicilia è il più grande e il più sottovalutato contenitore di beni culturali in Italia. In ogni angolo della nostra isola il paesaggio stesso è un’inestimabile opera d’arte e come tale potrebbe essere un volano per l’occupazione e il turismo. Come preservarlo? Con incentivi per la ristrutturazione di strutture esistenti e con una legge che blocchi la proliferazione di nuove edificazioni. Il meccanismo che porta a un’inutile colata di nuovo cemento è abbastanza semplice: i comuni autorizzano nuove costruzioni perché su queste incassano gli “oneri di urbanizzazione” che dovrebbero essere utilizzati esclusivamente per la realizzazione di strade, parcheggi, fognature, illuminazione pubblica, verde pubblico, sistemi di distribuzione dell´acqua, dell´energia, del gas (urbanizzazione primaria) e per scuole e asili, chiese, centri civici, parchi urbani, impianti sportivi e parcheggi pubblici (urbanizzazione secondaria). Nei fatti, questo fiume di denaro va a rimpinguare le casse comunali per finire poi in spesa corrente e stipendi. Alcuni comuni di tutta l’Italia (ma nessuno in Sicilia) hanno costituito l’Associazione dei Comuni Virtuosi che si impegnano nei settori: nuova gestione del territorio, impronta ecologica della macchina comunale, rifiuti, mobilità e nuovi stili di vita. Nel frattempo in provincia di Ragusa, Siracusa e Catania la politica, l’associazionismo e i sindacati si interrogano da anni sull’opportunità o meno di istituire il Parco Nazionale degli Iblei...

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GENNAIO 2010
8.000 copie
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La Sicilia, in virtù del proprio “statuto speciale”, ha la competenza esclusiva in materia di beni culturali con ampia autonomia amministrativa e finanziaria. Tuttavia la nostra classe politica ha considerato la cultura un peso anziché uno “strumento” sociale ed economico di primo piano. Invece di puntare sulle “ricchezze“ materiali e immateriali che non possono essere delocalizzate, si è preferito utilizzare i soldi pubblici per tenere in Sicilia i grossi gruppi industriali. Questi hanno dapprima usufruito di incentivi e aiuti - offrendo in cambio, oltre all’effimera occupazione, anche inquinamento, sfruttamento e distruzione - e, successivamente, hanno scelto di produrre dove la manodopera costa meno.
Ma qual è la politica regionale per i beni culturali? Difficile dirlo visto che nei 18 mesi del tormentato governo Lombardo ci sono stati tre assessori: Antonello Antinoro (UDC, giugno ‘08 - maggio ‘09), Lino Leanza (MPA, giugno ‘09 - dicembre ‘09) e Gaetano Armao (tecnico di area PDL, da gennaio ‘10). Seguiremo con attenzione (e speranza) gli atti del nuovo assessore perché alcune questioni (Riso, Durc, gestione dei servizi nei musei e nelle aree archeologiche), meritano risposte urgenti.

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DICEMBRE 2009
8.000 copie
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Musei, fondazioni, gallerie, associazioni. Altro che crisi. Il 2009 siciliano è stato caratterizzato dalla nascita di importanti realtà pubbliche e soprattutto private. Mezzi e intenti disparati, sia chiaro. In campo sono scesi sia i grandi collezionisti, quelli con la “C” maiuscola, sia intraprendenti giovani, dal lungo futuro ma dalla tasca corta, almeno per ora.
Neanche TRIBE ART è rimasta con le mani in mano. È cresciuta di formato e di contenuti, ha dato avvio a nuove e proficue collaborazioni, ha potenziato gli abbonamenti. Un sano progetto editoriale che sopravvive grazie all’impegno economico di pochi e alla caparbietà dei suoi direttori editoriali tuttofare.
Articoli, interviste e speciali vi hanno raccontato, mese dopo mese, un anno di arte siciliana. L’ultimo tassello di questo viaggio fatto di parole e di immagini è sotto i vostri occhi. Buona lettura. E buon 2010.

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