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DAVIDE BRAMANTE


Davide Bramante divora città con fame bulimica: come un viaggiatore insaziabile spazia da un continente all’altro ingoiando porzioni di cielo, angoli di piazze, facciate di palazzi. Un esercizio visivo, costante e ossessivo, condotto attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica.


Davide Bramante, Shanghai Celestiale (2007), stampa da pellicola fotografica sotto plexiglass
cm 130x180, E-M Arts


Davide Bramante
(Siracusa 1970) divora città con fame bulimica: come un viaggiatore insaziabile spazia da un continente all’altro ingoiando porzioni di cielo, angoli di piazze, facciate di palazzi. Un esercizio visivo, costante e ossessivo, condotto attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica. New York, Pechino, Il Cairo, Madrid, Napoli. Luoghi attraversati da scatti simultanei, spazi urbani eterogenei che rivelano similitudini in un sottile gioco di corrispondenze e geometrie. Linee e colori, vuoti e pieni si incastrano e si sovrappongono celando o spogliando identità urbane. Il fotografo siracusano sceglie di smarrirsi nella vertigine delle sequenze, di immobilizzare frammenti di polis, costruendo la sua visione. Frame su frame. Scatto su scatto. Le metropoli, così scandagliate, masticate, vissute, si susseguono come singoli episodi di un itinerario errante, snocciolate tra le pieghe di un atlante indefinito e personale.

La mostra “Roccaforte” riassume complessivamente il lavoro poetico di Bramante attraverso diciotto grandi opere fotografiche e un’installazione di sette lightboxes dai vari formati. Curata da Raffaella Morra e Loredana Troise la personale è allestita, fino al 5 marzo 2010, alla Fondazione Morra di Napoli.
Abbiamo chiesto all’artista di illustrarci questo nuovo progetto espositivo.

Loredana Troise, una delle due curatrici della mostra, scrive che “le metropoli del nostro tempo non sono intenzionali ma spontanee, tratteggiate. Diventa – qualcuna – un’intima roccaforte sospesa, un’ideale fortezza di riferimento, luogo privilegiato d’accoglienza”.  
Parlaci della tua “roccaforte”.
Per me Napoli è roccaforte, ma non solo. è roccaforte anche un pensiero forte, ma anche una mente libera, veloce, chiara, consapevole dei propri limiti e delle proprie ricchezze.

Nel 2006 avevo già avuto modo di intervistarti. In quel periodo stavi preparando una grande personale, “Around the world” alla Galleria Poggiali & Forconi di Firenze, curata da Lorand Hegyi. Cosa è cambiato in questi quattro anni nella tua ricerca e nella tua vita d’artista?
Le cose non cambiano ma si evolvono, grazie a Dio in maniera più che positiva, ho allargato come spesso cerco, i miei orizzonti…
La mia vita si è arricchita con l’arrivo di Mirea che adesso ha 20 mesi, concepita a Miami. Assieme a Leandro sono le mie opere migliori in tutti i sensi e, se prima mi muovevo, viaggiavo per l’arte adesso viaggio per la conoscenza che desidero trasmettere ai miei figli. Ho cercato sempre di vivere all’altezza dei miei sogni, spesso vi sono riuscito.


Davide Bramante, Roccaforte Napoli (2009), stampa da pellicola fotografica sotto plexiglass con cornice in ferro
cm 150x200, E-M Arts


34a edizione di Arte Fiera Art First. Tu eri presente alla fiera internazionale d’arte contemporanea di Bologna con Poggiali & Forconi. Che “aria” hai respirato? Che impressioni hai avuto di questa edizione.
Che dire, più che positiva! La fiera di Bologna in Italia è da sempre la più desiderata e ambita sia dai galleristi sia dagli artisti. Ogni anno migliaia di gallerie provano ad esser ammesse e per quelle duecento che vi riescono è una ricchezza per loro e soprattutto per gli artisti che rappresentano. In questa edizione ho visto una immensa partecipazione del pubblico, questo non può che farmi credere che la crisi economica se non è ancora del tutto terminata di certo è molto lontana. Oggi partecipare a fiere come Artefiera Bologna, Art Basel, Frieze London, Art Basel Miami e Sh Contemporary Shanghai è forse più importante che partecipare a migliaia di mostre. Giancarlo Politi direbbe…“si tocca subito il polso della situazione e si va al cuore del sistema dell’arte che conta!”.

Su cosa stai lavorando ora? Progetti presenti e futuri.
Sto lavorando alla realizzazione di una mostra personale a Shanghai in una prestigiosa galleria cinese. Si inaugurerà il prossimo 2 giugno e nel frattempo farò un altro “giro” a Pechino e Hong Kong, poi andrò per la decima volta a New York sia per una mostra personale negli Hampton sia per realizzare una nuova serie fotografica che mostrerò nel 2011 in spazi pubblici in Italia e all’estero.

Intervista pubblicata sul numero #69 di TRIBE ART.
Per ricevere a casa questo e i prossimi numeri abbonati > www.tribeart.it




Vanessa Viscogliosi
(Inserito il 08-02-2010)
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Tag: tribe art interviste davide bramante vanessa viscogliosi
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