Palermo - Zelle Arte Contemporanea
dal 23-04-2009 al 25-05-2009
L’opera d’arte come cartina al tornasole per
un’indagine antropologica dei nostri tempi. La curatela di Guillame Von Holden per la prima mostra di carattere internazionale della nuova stagione espositiva di Zelle Arte Contemporanea.
Una mostra dall’atmosfera apparentemente Biedermeier, fatta di piccoli oggetti da salotto che chiedono di essere osservati come le bomboniere a casa della nonna. Attirati dall’inoffensività di cose che nel peggiore dei casi porterebbero con sé la suggestione di realtà trapassate in ricordo, ci ritroviamo del tutto permeabili di fronte al potere sfamiliarizzante di oggetti che invece procedono dal seducente al rapace, dal delizioso all’atroce, dal nostalgico all’ossessivo nel breve spazio di uno slittamento semantico.
La compostezza sterilizzata del ninnolo da salotto come in un film di Lynch cela in sé un fondo di inaddomesticabile panico per ciò che dell’esistenza non è riducibile alla dimensione borghese.
A compass needle for our starry universe è curata Guillame Von Holden con l’occhio dell’antropologo certo di poter fare delle opere d’arte una più efficace materia d’indagine per testare la direzione intrapresa lungo il percorso di una storia in fieri.
La più esplicita di queste apparenti tranquillità smentite è quella di Carlos Llavata (Valencia, 1964): le istruzioni per una guerra condotta ad arte secondo il presidente americano Grant (The art of war is simple enought…) nel sonoro di un video in cui un salotto in esterni è sconvolto dall’esplosione di un televisore: piccole tragedie domestiche sull’onda di una guerra latente in ogni dimensione del vivere, in cui i nemici sono spesso difficili da individuare.
Marco Bernacchia (Senigallia, 1979) porta avanti la sua ricerca sulla “disoggettivazione”, sulla restituzione di una percezione fragrante degli oggetti, vittime di un assopimento dell’utente che, programmando se stesso secondo il congegno, non ne vede più l’artificiale naturalità. In un ombrello nero il manico di legno è stato sostituito da un ramo secco che conserva cadavericamente la sua forma di vita naturale trapassata.
Vito Drago (Palermo, 1973) fa dell’escamotage dell’inglobamento progressivo della matriosca la metafora di una catena alimentare. All’osservatore sta riconoscere l’oggetto, ridipinto monocromaticamente e ospitante su ogni singolo pezzo la riproduzione pittorica di un’animale della catena, e trarre le onseguenze in termini di analogia procedurale tra il meccanismo naturale e la vanità del funzionamento del souvenir. L’innocente cinismo del fatto scientifico, ribadito nella sua nuda meccanica, prende tinte di atroce, di angusto, di opprimente.
Leo & Pippo (Parigi) traspongono su una silhouette di carta l’immagine retinata dei corpi di anonimi personaggi venuti da un passato irrintracciabile. Un tentativo di dare una vita propria ad un’immagine fotografica
colta con l’intento di trattenere un corpo che è ormai svanito. Federico Lupo (Palermo, 1984) traspone ad olio piccoli ritratti fotografici sollevati dall’incarico di ribadire l’esistenza di uomini scomparsi. L’oggetto si carica di inestricabili suggestioni e la grana fotografica riportata negli spruzzi di bianco suggerisce la vertigine di una consunzione inarginabile. In mezzo ai ritratti, una piccola campana di vetro protegge il frammento di una statuetta di cera che piange una lacrima rossa.
Filippos Tsitsopoulos (Atene, 1967) preferisce i toni del barocco sazio, maturo, nauseabondo. Ritratti video di memoria arcimboldesca si animano con volti reali che con fare lussurioso ribadiscono senza tema di contraddittorio la legittimità di un’etica che, invece di sentirsi insediata dal vizio, lo assume a fondamento di un’esistenza estenuata.
Sergio Zavattieri (Palermo, 1970) con i suoi Unidentified Flying Object narra storie impossibili in cui la falsa documentazione fotografica del passaggio di un Ufo è pubblicata con la consapevolezza di non suscitare più alcuna reazione d’allarme. Sorgono quindi quesiti sulla nostra percezione ordinaria e su come essa possa familiarizzare con quanto di meno concepibile venga alla sua portata.
INFORMAZIONI UTILI
Evento: A COMPASS NEEDLE FOR OUR STARRY UNIVERSE
Sede: Zelle Arte Contemporanea
Indirizzo: Sicilia - Palermo - Palermo | Via Matteo Bonello 19
Orari: mar > sab 17-20
Telefono Sede: 3393691961
Sito Web:
Email:
Curatori: Guillaume Von Holden
Artisti: Marco Bernacchia, Vito Drago, Leo & Pipo, Carlos Llavata, Federico Lupo, Filippos Tsitsopoulos, Sergio Zavattieri
Tag: palermo sicilia arte mostre