Articoli


A Catania un murale per Borsellino e i suo “ragazzi”.

A Catania un murale per Borsellino e i suo “ragazzi”. Dopo quello dello scorso anno dedicato a Falcone, sua moglie e gli agenti di scorta, Addiopizzo di Catania ne dedica uno al giudice ucciso in via D'Amelio e alla sua scorta.

di Giacomo Alessandro Fangano


Il murale in fase ancora embrionale
 
 
Sono passati 20 anni dalle stragi palermitane, per questo motivo solo chi oggi ha almeno trent'anni può avere un ricordo diretto di quel sentimento popolare nato dopo la terribile "stagione stragista" di Cosa Nostra, o almeno quello che sembrò potesse significare per la nascita di una nuova stagione civile caratterizzata dal risveglio di un'intera isola sconvolta e umiliata. Furono i giovani i protagonisti di quel risveglio delle coscienze e oltre un decennio dopo erano molto giovani anche i fondatori di quel nucleo, che poi sarebbe diventato Addiopizzo, che con una serie di adesivi con impresso lo slogan “un intero popolo che paga il pizzo è un popolo senza dignità” presero per mano la battaglia antiracket il 29 giugno 2004.
In questi otto anni grazie anche all'uso di forme di comunicazioni innovative, le battaglie di Addiopizzo di Catania e Palermo sono diventate un patrimonio condiviso da migliaia di siciliani. In particolare nell'area etnea c'è stato spazio per interventi artistici quali i murales dedicati ai due giudici simbolo della lotta alla mafia: lo scorso anno alla Circonvallazione è stato inaugurato il grande murale dedicato a Falcone, alla moglie Francesca Laura Morvillo e agli uomini della scorta del Quarto Savona 15, mentre il prossimo 7 agosto alle 10.30 con una conferenza stampa all'Istituto tecnico industriale "Archimede", sarà presentato davanti ai familiari delle vittime della strage di Via D'Amelio quello realizzato negli ultimi giorni sul muro del carcere di Piazza Lanza. Alla base di questa nuova iniziativa la consapevolezza che mentre i giudici sono ormai parte di una memoria collettiva, pochi conoscono i nomi dei ragazzi della scorta: «Questo è uno dei motivi per cui abbiamo deciso di destinare una parte del ricavato della Lotteria di Pasqua per realizzare il murale commemorativo della strage di via D’Amelio: Agostino Catalano, Eddie Cosina, Vincenzo Li Muli, Emanuela Loi e Claudio Traina devono continuare a vivere nella memoria dei siciliani onesti, non solo il 19 luglio ma tutti i giorni – spiegano ad Addiopizzo – i loro volti e quello di Paolo Borsellino compariranno sul muro del carcere di piazza Lanza, accompagneranno con il loro sguardo i catanesi 365 giorni l’anno, saranno i silenziosi amici di quanti, ogni giorno, transiteranno per via Cesare Beccaria, ma, soprattutto, costituiranno il primo tassello di un lungo itinerario della memoria che avrà molti altri protagonisti e che, ci auguriamo, possa essere apprezzato ed onorato da questa città». Il murale è stato realizzato in una posizione simbolica, sul muro di un carcere e di fronte alla Scuola Secondaria di Primo Grado "Quirino Maiorana" e proprio sotto la collinetta dalla quale per anni i parenti dei reclusi, e non solo, hanno potuto “dialogare” a distanza con gli ospiti di Piazza Lanza. Nella scelta dei soggetti una posizione di rilievo è stata dedicata alla famosa “Agenda Rossa” del giudice, scomparsa in circostanze ancora misteriose dopo l'attentato e nella quale erano presenti gli appunti più importanti. A realizzare il dipinto murale è stato chiamato, così come per Falcone, Antonio “Anc” Barbagallo che nella realizzazione è stato coadiuvato dai volontari e da semplici cittadini allertarti da vari annunci sui principali social network.
Con questo intervento salgono a due i murales in città dedicati a Borsellino, infatti lo scorso anno i giovani dello Spazio Libero Cervantes gliene avevano dedicato uno alla Circonvallazione.

(1 agosto 2012)
 





Come sarà il nuovo MoMA

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha presentato il nuovo progetto di ristrutturazione ed espansione del suo edificio, realizzato dal prestigioso studio architettonico newyorkese Diller Scofidio + Renfro. Il piano prevede un ampliamento dello spazio espositivo di quasi 4.000 metri quadrati, il 30 per cento in più. I cambiamenti riguarderanno soprattutto l’ala occidentale del MoMA che dà sulla 53esima strada, e in particolare la contestata decisione di demolire l’ex sede dell’American Folk Art Museum. La decisione era stata annunciata dal museo nell’aprile 2013, dando inizio a numerose proteste tra architetti e designer, che l’avevano definita «sbagliata, dannosa e inutile». Era nata anche una campagna #FolkMoMA su Twitter e Tumblr per salvare l’edificio, realizzato dallo studio locale Tod Williams Billie Tsien Architects nel 2001, caratterizzato da una preziosa facciata bronzea e acquistato dal MoMA nel 2011. Dopo le proteste il MoMA incaricò lo studio Diller Scofidio + Renfro di trovare una soluzione per portare avanti la ristrutturazione e allo stesso tempo tenere in piedi il museo. (Il Post)

SELECTED VIDEO

ARCHIVIO