L'altro abitare


La prima casa di paglia in Sicilia

Realizzato sull’Etna il primo esemplare in Sicilia di bioarchitettura basata sull’utilizzo della paglia. La casa sarà ultimata a fine luglio e in anteprima i proprietari la presentano a Tribeart.

di Lucia Russo



 
 
È agli ultimi ritocchi la nuova casa di paglia proprietà di una coppia catanese pronta a trasferirvisi (bimbi al seguito) dal centro urbano. Primo esemplare di questo genere in Sicilia (30 gli edifici in tutta Italia) tirato su con un occhio alla tradizione anglosassone, un altro all’antico uso locale delle canne, e l’ottica generale salda sui principi della bioarchitettura e della sostenibilità. Costruita su due livelli per un’estensione di 160 mq, si trova sul versante orientale dell’Etna a circa 900 metri d’altezza. Ha la struttura in legno e i tamponamenti, come detto, in balle di paglia, materiale che isola con particolare efficacia sia dal freddo sia dal caldo.
Legno, paglia, argilla e canne sono i materiali che i proprietari hanno voluto. Esclusivamente naturali, perché “la casa – ci dice la proprietaria – è la nostra terza pelle, e deve respirare con l’esterno”. Di legno, i tramezzi portanti, il tetto e parte dei pavimenti. Gli intonaci esterni sono in calce, quelli interni in argilla, materiale che ricorre insieme agli oli per la finitura e sigillatura degli elementi interni di costruzione. Il percorso non è stato dei più semplici, ma è giunto al traguardo con un’istanza “collettiva”. Iniziata su progetto degli stessi committenti, la costruzione della casa si è avvalsa della consulenza di tecnici esperti. La volontà di far collimare l’aspirazione ecologica alle difficoltà pratiche che via via la costruzione ha sollevato, ha segnato alcune pause nei lavori, poi ripresi con soluzioni più gradite. Nei cantieri delle case di paglia, alcune fasi sono eseguite in autocostruzione dai membri della famiglia, donne e bambini compresi, come in occasione del posizionamento delle balle nelle pareti interne o della finitura degli intonaci interni. Per questo prototipo siciliano c’è stato – ci dicono i committenti - il sostanzioso supporto degli amici, tra cui gli appartenenti alla rete di Permacultura Sicilia. Oggi che gli ultimi ponteggi stanno per essere smontati, dall’esterno l’abitazione svela solo la sua matrice di bioedilizia e bioarchitettura. Pannelli fotovoltaici e solari sul tetto; impianto per il recupero dell’acqua piovana e la fitodepurazione (l’acqua non arriva in forma diretta); una compost-toilette esterna che produrrà humus per il giardino. Chi cercasse bitorzoli e rigonfiamenti sulla facciata esterna, causati dalla paglia, non ne troverà. Qualche irregolarità rispetto alle costruzioni tradizionali potrà affiorare dentro, insieme alle finestrelle che svelano i materiali usati, ai vivaci colori alle pareti tinteggiate con colori alla caseina e le gioiose soluzioni di vetri e bottiglie inframmezzati alle stesse. Infine, citiamo la vasca da bagno con finitura in Tadelakt (un’antica tecnica nata nella regione di Marrakech), di grande pregio, ottenuta attraverso l'utilizzo di una speciale calce idratata e pigmenti naturali, dove la mescola è applicata come intonaco, poi lisciata con particolari pietre di fiume e lucidata con un sapone nero, prodotto artigianalmente con le olive. La superficie così lavorata risulta impermeabile e dall'aspetto leggermente ondulato e brillante.
Quando la costruzione diverrà l’abitazione definitiva e stabile della famiglia committente, non si vuole che resti un rifugio mononucleare di una famiglia arroccata in montagna. Una piccola sezione sarà aperta agli ospiti accolti in seno ad un progetto sociale o ecologico ancora in via di definizione. 
 
(Articolo pubblicato su TRIBEART#96)
 
 
 


I vostri commenti


09-06-2013 alle ore 18:44
roberto  >   ciao Eugenio, solo ora ho letto il tuo post con l'offerta cortese di disponibilità; se sono ancora in tempo e se leggi il mio post ti sarei grato se ti mettessi in contatto, se possibile lasciami un tuo contatto per avere più info sull'argomento; la mia mail è generalmente@teletu.it grazie

10-10-2012 alle ore 10:07
Eugenio  >   Ciao Roberto, io mi sto laurendo in ingegneria edile a Palermo, e sto facendo la mia tesi di laurea sull\'argomento. Se vuoi posso indirizzarti su dei testi da leggere e rispondere a delle tue domande. ciao a presto Eugenio

10-09-2012 alle ore 13:14
roberto  >   sono molto interessato all'argomento, vorrei anch'io costruire una casa di paglia e devo approfondire la materia, vorrei quindi un contatto per poter vedere dal vivo la casa se possibile e chiedere le info del caso; qualcuno può aiutarmi?? posso entrare in contatto anche con la giornalista che ha scritto il pezzo? grazie

10-09-2012 alle ore 13:12
roberto  >   sono molto interessato all'argomento, vorrei anch'io costruire una casa di paglia e devo approfondire la materia, vorrei quindi un contatto per poter vedere dal vivo la casa se possibile e chiedere le info del caso; qualcuno può aiutarmi?? posso entrare in contatto anche con la giornalista che ha scritto il pezzo? grazie



SONDAGGIO

Qual è il patrimonio culturale più trascurato in Sicilia?
  Cretto (Gibellina, TP)
  Teatro Greco (Siracusa)
  Teatro greco-romano (Catania)
  Kamarina (Santa Croce Camarina, RG)
  Graffiti dell'Addaura (Palermo)
  Tonnara del Secco di San Vito Lo Capo (TP)
  Valle dei Templi (Agrigento)
  Torre (Isola delle femmine, PA)
  Tempio E (Selinunte, TP)
  Collegio dei Gesuiti (Catania)



A Porto Empedocle le sculture di Giuseppe Agnello

Sono quaranta le opere presenti in "Memorie: vedute laterali e oblique", personale di Giuseppe Agnello a cura di Lorenzo Rosso. Le grandi sculture saranno esposte dal 22 giugno al 30 dicembre 2013 nella Torre Carlo V di Porto Empedocle e ben sintetizzano 15 anni di ricerca e produzione dell'artista di Racalmuto. Caratterizzano l’esposizione l'elemento materico (gesso, resina poliestere e terracotte) "che detta il ritmo della fruizione delle opere in mostra" e il colore ("nero metallico" al primo piano, "bianco abbacinante" al secondo). Aprono il percorso le sculture a dimensione reale "Corpi nuvolosi" (1999) e "Anima e corpo 3" (2012), uniche eccezioni cromatiche dell'itinerario in bianco e nero proposto da Agnello. Conclude la mostra una suggestiva installazione di 20 pecore disposte disordinatamente su una distesa di gesso e sassi di sale: un bianco arido che rimanda a una visione onirica pur rimanendo ancorata alla matericità della natura.

Le "Compressioni" di Davide Bramante a Malta

L’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Malta – in collaborazione con la Galleria RizzutoArte di Palermo – presentano "Compressioni", esposizione personale del fotografo siracusano Davide Bramante. In mostra dodici delle celebri opere fotografiche per cui l’artista è apprezzato in Italia e all’estero, e alcuni dei recenti acquarelli su photos che costituiscono l’ultima novità della sua raffinata ricerca artistica. Potrebbero sembrare elaborazioni digitali, invece le fotografie di Davide Bramante sono ottenute con la tecnica analogica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti – da quattro a nove – sullo stesso fotogramma. Il principale soggetto e incontrastato protagonista delle opere fotografiche di Bramante è la città, interpretata mediante il ricordo e ricostruita attraverso la sovrapposizione di scatti diversi che sfociano in un’unica visione d’insieme. Attraverso la simultaneità delle sue sovrapposizioni, Bramante riesce ad esprimere il senso della società contemporanea, talmente affollata, impetuosa e sovrabbondante da essere incontenibile in una sola immagine. New York, Parigi, Zurigo, Madrid, Los Angeles, L’Avana, Berlino, fino alle metropoli d’Oriente - ma anche città italiane come Roma, Napoli, Palermo, Firenze – ciascuna raccontata attraverso la sincronica sovrapposizione di diverse inquadrature. Per l’artista, eterno girovago, i suoi lavori sono anche lo specchio della sua storia personale, delle sue esperienze di viaggio e della sua memoria. La mostra sarà inaugurata giovedì 11 luglio 2013 alle ore 19.30 presso l’Istituto Italiano di Cultura e sarà visitabile fino al 31 luglio.

Scritto sul corpo

Il titolo della collettiva – evidente richiamo al bestseller della scrittrice inglese Jeanette Winterson – rivela il tema centrale, la struttura attorno a cui la mostra si compone e si dispone: “Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce: quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì”. Questo il fil rouge che si dipana lungo il percorso espositivo attraverso il mondo del ricordo e dei legami dipinto da Elisa Anfuso e l’enigmatica dissolvenza della pittura di Anna Caruso, il racconto estatico e carnale dei quadri di Jara Marzulli e le immagini ironiche delle donne ritratte da Vania Elettra Tam, le contraddizioni dello spirito e del corpo della scultura e della grafica di Silvia Faieta e l’incontenibile innocenza e gli scenari camaleontici di quelle di Natascia Raffio, fino alle figure di Ilaria Margutti, simbolicamente ricamate per rappresentare le trame della nostra esistenza. All'E-lite studiogallery di Lecce fino all'8 aprile 2013.

Fratello fiume

Il Centro Culturale di Milano ospita la mostra di Giulio Di Sturco dal titolo "Fratello Fiume, Lo scorrere delle acque nel destino dell’uomo", terzo capitolo della trilogia dedicata alla relazione complessa tra uomo e ambiente, iniziata con le monografiche di Edward Burtynsky e Ragnar Axelsson. Una delle voci più rappresentative del reportage italiano, vincitore di un World Press Photo Award nel 2008, Di Turco espone per la prima volta nel capuologo lombardo 40 immagini frutto della ricerca fotografica condotta sul Gange e su altri fiumi del continente indiano. Gli scatti raccontano il legame tra la popolazione e il fiume, spaziando dalle inondazioni alle cerimonie religiose. "Il Gange è un esempio lampante della contraddizione irrisolta tra l'uomo e l'ambiente – spiegano la curatrice Enrica Viganò e Camillo Fornasieri, direttore del CMC – perché rappresenta una fonte di acqua ed energia per milioni di individui e, grazie alle terre che irriga, garantisce cibo a oltre un terzo degli indiani. Ma il Gange è anche uno dei corsi d'acqua più inquinati del mondo, utilizzato per smaltire i rifiuti tossici delle fabbriche, che mettono a dura prova un ecosistema ricchissimo di specie vegetali e animali". La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio 2013.