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Folding for Peace: coltivare origami di pace

Commissionata dal Gardening World Cup, la cartacea e suggestiva installazione di Anouk Vogel si è aggiudicata la Medaglia d’Argento e il Premio Speciale dei giudici al Festival dei Fiori e della Pace nel Mondo nel 2011.

di Vanessa Viscogliosi


 
 
 A Nagasaki, in Giappone, in una candida aiuola circolare sbocciano fiori davvero singolari. Come mille desideri di carta si ergono tra il cielo e la terra carichi di pacifiche e pacifiste speranze. Sono i nivei e delicati fiori di carta di Folding for Peace, poetico progetto di Anouk Vogel, architetto svizzero classe 1977, che da un'antica leggenda giapponese trae ispirazione. La mitica storia nipponica miscela volontà, credenze e tradizione: narra, infatti, che la costruzione di mille cicogne di carta avrebbe convinto gli dei a realizzare qualsiasi desiderio. Così Vogel innesta nel terreno l'auspicio più grande, la pace fra i popoli, complessa e fragile come la carta, proposito universalmente condiviso, ma mai perserguito con fermezza, semmai fiaccato da avidità e meschine logiche di potere. E i dati, in effetti, parlano chiaro. Dal Medio Oriente all’Africa, dall’Europa dell’Est alle Americhe, si fa quotidianamente guerra alla pace: sono oltre 30 i conflitti in corso e circa 60 gli Stati coinvolti. Tra scontri armati e scontri dimenticati il fiore della speranza continua comunque a germogliare come la più pura delle preghiere.
 
 
 
(28 luglio 2012)
 





Come sarà il nuovo MoMA

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha presentato il nuovo progetto di ristrutturazione ed espansione del suo edificio, realizzato dal prestigioso studio architettonico newyorkese Diller Scofidio + Renfro. Il piano prevede un ampliamento dello spazio espositivo di quasi 4.000 metri quadrati, il 30 per cento in più. I cambiamenti riguarderanno soprattutto l’ala occidentale del MoMA che dà sulla 53esima strada, e in particolare la contestata decisione di demolire l’ex sede dell’American Folk Art Museum. La decisione era stata annunciata dal museo nell’aprile 2013, dando inizio a numerose proteste tra architetti e designer, che l’avevano definita «sbagliata, dannosa e inutile». Era nata anche una campagna #FolkMoMA su Twitter e Tumblr per salvare l’edificio, realizzato dallo studio locale Tod Williams Billie Tsien Architects nel 2001, caratterizzato da una preziosa facciata bronzea e acquistato dal MoMA nel 2011. Dopo le proteste il MoMA incaricò lo studio Diller Scofidio + Renfro di trovare una soluzione per portare avanti la ristrutturazione e allo stesso tempo tenere in piedi il museo. (Il Post)

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