TRIBEART / COMUNICATI


Maria Pecchili, Sonata patafisica , video

Informazioni utili


a cura di Giovanni Viceconte
Pala Riviera
Via Paganini 10
San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) - Marche
+39 0735778703
http://www.palariviera.it
info@palariviera.it

dal 15-07-2012 al 30-08-2012
vernissage 15/07/2012 ore 18
18.00 - 23.00
ingresso libero

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PIXEL - La nuova generazione della videoarte italiana

San Benedetto del Tronto (Ascoli Piceno) - Pala Riviera - Via Paganini 10
dal 15 luglio 2012 al 30 agosto 2012
 
Nell’ambito della seconda edizione di Expo arte contemporanea - Marche Centro d'Arte, nei locali del PalaRiviera si inaugura il 15 luglio alle ore 18 PIXEL – la nuova generazione della videoarte italiana a cura di Giovanni Viceconte. PIXEL costituisce una panoramica di quella che è la tendenza di questi nuovi linguaggi e mette in mostra diciotto realtà artistiche diverse - Filippo Berta, Silvia Camporesi, Cosimo Terlizzi, Daniela Depaulis, Armando Fanelli, Tiziana Contino, Rebecca Agnes, Laurina Paperina, Antonio Guiotto, Alessandro Fonte, Devis Venturelli, Matteo Mezzadri, Christian Rainer, Maria Pecchioli, Diego Cibelli, Sabrina Muzi, Diego Zuelli e Luca Matti - che con differenti modi di agire ci mostrano una determinata oggettività narrata tramite uno specifico linguaggio e in base al proprio modo d’esprimersi. La rassegna sottolinea che parlare di videoarte come forma d’espressione nella scena artistica contemporanea, oggi è sempre più attuale e vicino al nostro modo di comunicare. In effetti, questo linguaggio è ormai considerano parte integrante della formazione/produzione di un’artista, poiché è assolutamente affine alle modalità comunicative e sociali del nostro vivere moderno. Grazie alle nuove modalità di lavoro, oggi il video mostra nuove possibilità di montaggio digitale e nuove problematiche legate alla multimedialità e alla circolarità della comunicazione e del pensiero artistico sul web. Gli artisti manifestano una realtà quotidiana che spesso è elaborata attraverso uno studio che guarda al linguaggio televisivo del TG o del web-news. Pertanto, il mezzo video non è solo operazione epidermica ma riflessione sulla società contemporanea. Video come “Ritratto”, che mostra una specifica veridicità non solo ricca di nessi, emozioni e fascinazione estetica, ma anche espressione di riti di massa, della geografia dello spazio, del paesaggio metropolitano, autobiografismi e questioni d’identità e di tempo. Inoltre diviene anche un modo per documentare e contestare un sistema dove l’instabilità, lo scontro, il malessere e la crisi sono sentimenti sempre più vicini e presenti nel clima d’incertezza sociale ed esistenziale del mondo contemporaneo. Questi concetti sono svolti in una continua e persistente ibridazione-contaminazione tra performance, espressione narrativa, linguaggio cinematografico e multimedialità.
 
Alcuni dei video in rassegna sono stati selezionati da visualcontener.org e dall’archivio arthub.it. 





Come sarà il nuovo MoMA

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha presentato il nuovo progetto di ristrutturazione ed espansione del suo edificio, realizzato dal prestigioso studio architettonico newyorkese Diller Scofidio + Renfro. Il piano prevede un ampliamento dello spazio espositivo di quasi 4.000 metri quadrati, il 30 per cento in più. I cambiamenti riguarderanno soprattutto l’ala occidentale del MoMA che dà sulla 53esima strada, e in particolare la contestata decisione di demolire l’ex sede dell’American Folk Art Museum. La decisione era stata annunciata dal museo nell’aprile 2013, dando inizio a numerose proteste tra architetti e designer, che l’avevano definita «sbagliata, dannosa e inutile». Era nata anche una campagna #FolkMoMA su Twitter e Tumblr per salvare l’edificio, realizzato dallo studio locale Tod Williams Billie Tsien Architects nel 2001, caratterizzato da una preziosa facciata bronzea e acquistato dal MoMA nel 2011. Dopo le proteste il MoMA incaricò lo studio Diller Scofidio + Renfro di trovare una soluzione per portare avanti la ristrutturazione e allo stesso tempo tenere in piedi il museo. (Il Post)

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