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Lo schermo dell'arte presenta in anteprima il film Ai Weiwei. Never Sorry di Alison Klayman

Presentato all'ultimo Sundance Film Festival e in gennaio al Festival del Cinema di Berlino, Ai Weiwei. Never Sorry è il primo lungometraggio sull’artista e attivista di fama internazionale cinese Ai Weiwei.

di Redazione



 
 
Lo schermo dell’arte Film Festival in collaborazione con Fondazione Sistema Toscana - Odeon Firenze presenta in anteprima giovedì 5 luglio alle 21 all'Odeon di Firenze Ai Weiwei. Never Sorry di Alison Klayman.
 
Presentato all'ultimo Sundance Film Festival e in gennaio al Festival del Cinema di Berlino, Ai Weiwei. Never Sorry è il primo lungometraggio sull’artista e attivista di fama internazionale cinese Ai Weiwei.
 
Dal 2008 al 2010, la giornalista e regista di stanza a Pechino Alison Klayman ha seguito e documentato la vita dell’artista: dalla preparazione delle grandi mostre internazionali, agli scambi intimi con i membri della famiglia, fino agli scontri sempre più accesi con il governo cinese.  
La verità di un dissidente dell’era digitale raccontato da vicino, un uomo che, con coraggio, ha abbattuto i confini tra arte e politica. Il governo cinese lo ha messo a tacere in tutti i modi: picchiandolo, oscurando il suo blog, rinchiudendolo in una detenzione segreta durata dal 2 aprile al 22 giugno 2011, e demolendo il suo studio. Ai Weiwei non ha mai smesso di lottare, senza chiedere scusa.  Il documentario offre uno sguardo sulla Cina contemporanea attraverso gli occhi di una delle sue più convincenti figure pubbliche.
 
Ai Weiwei nasce nel 1957 a Pechino. Negli anni della Rivoluzione Culturale, ancora bambino, è costretto ai lavori forzati insieme al padre, considerato nemico del regime. La fervente attività politica dei genitori influenzerà notevolmente la sua esistenza. Dopo il diploma all'Accademia del Cinema di Pechino, Ai Weiwei intraprende la strada della pittura, fondando negli anni Settanta il gruppo artistico Stars. Nel 1981 si trasferisce negli Stati Uniti e poco dopo si stabilisce definitivamente a New York. La sua carriera artistica è arricchita dalla frequentazione di prestigiose scuole di design e di numerosi artisti e intellettuali americani. Nel 1985 realizza la prima mostra personale all'Ethan Cohen Gallery. In occasione delle dure repressioni del Governo cinese alle proteste studentesche di Piazza Tienanmen del 1989, Ai Weiwei esprime la sua partecipazione con uno sciopero della fame fuori dalla sede delle Nazioni Unite. Nel 1993 torna in Cina per accudire il padre malato. Collabora alla fondazione e alla promozione dell'East Village di Pechino, una comunità di artisti cinesi d'avanguardia. Nel 1999 inizia ad occuparsi di architettura e fonda il suo studio, il “FAKE Design”. Insieme agli architetti svizzeri Herzog & de Meuron vince il concorso per il progetto dello Stadio nazionale di Pechino per le Olimpiadi del 2008 e del padiglione della Serpentine Gallery di Londra. Nel 2006 apre un blog dove denuncia le sopraffazioni e le violazioni dei diritti messe in atto dal Regime Cinese, accusato tra l’altro di aver organizzato le olimpiadi a scopo di propaganda politica e di aver taciuto gli illeciti architettonici ed economici che hanno causato le migliaia di vittime del terremoto del 2008. Nel 2010 la Turbine Hall della Tate Modern di Londra ospita la sua grandiosa installazione “Sunflower seeds” milioni di semi di girasole in ceramica realizzati a mano da artigiani cinesi. Per la sua opposizione al regime viene arrestato nell’aprile del 2011 e recluso per 81 giorni in stato di isolamento in una località segreta. I principali musei del mondo hanno realizzato una petizione online per la liberazione dell’artista e per il ripristino dei diritti fondamentali e della libertà di espressione in Cina che ha raccolto migliaia di adesioni.
 
Biglietto / intero 7,5 euro / ridotto 6 euro,
 
Biglietti disponibili in prevendita alla cassa del cinema
 
Il film verrà presentato in versione originale con sottotitoli in italiano
 
Per informazioni

(3 luglio 2012)
 





Come sarà il nuovo MoMA

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha presentato il nuovo progetto di ristrutturazione ed espansione del suo edificio, realizzato dal prestigioso studio architettonico newyorkese Diller Scofidio + Renfro. Il piano prevede un ampliamento dello spazio espositivo di quasi 4.000 metri quadrati, il 30 per cento in più. I cambiamenti riguarderanno soprattutto l’ala occidentale del MoMA che dà sulla 53esima strada, e in particolare la contestata decisione di demolire l’ex sede dell’American Folk Art Museum. La decisione era stata annunciata dal museo nell’aprile 2013, dando inizio a numerose proteste tra architetti e designer, che l’avevano definita «sbagliata, dannosa e inutile». Era nata anche una campagna #FolkMoMA su Twitter e Tumblr per salvare l’edificio, realizzato dallo studio locale Tod Williams Billie Tsien Architects nel 2001, caratterizzato da una preziosa facciata bronzea e acquistato dal MoMA nel 2011. Dopo le proteste il MoMA incaricò lo studio Diller Scofidio + Renfro di trovare una soluzione per portare avanti la ristrutturazione e allo stesso tempo tenere in piedi il museo. (Il Post)

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