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Elisa Anfuso

Elisa Anfuso

«Non ricordo un inizio. Dipingere mi è sempre sembrata non una strada ma la strada, quella naturale e necessaria».

di Vanessa Viscogliosi


Elisa Anfuso
È nata a Catania nel 1982, dove vive e lavora.
 
 
(1) RACCONTACI I TUOI INIZI
Non ricordo un inizio. Dipingere mi è sempre sembrata non una strada ma la strada, quella naturale e necessaria. Ma ho faticato parecchio per convincere chi immaginava per me percorsi diversi e così, giovane e ribelle come apparivo ai loro occhi, ho fatto ciò che tutti mi sconsigliarono: l'iscrizione all'istituto d'Arte.
 
(2) C’È STATO UN MOMENTO CHIAVE NELLA TUA FORMAZIONE?
Non ho momenti chiave, ho luoghi, incontri, esperienze che mi hanno contaminata ed hanno guadagnato ognuno un posto, come tessere di un mosaico. Ogni tappa, ogni persona ed ogni cambiamento, sono stati dei momenti chiave.
 
(3) QUALI ARTISTI HAI AMATO O TI HANNO SEGNATO MAGGIORMENTE?
Piero della Francesca e Mantegna, con la loro capacità di sospendere il tempo e spostare la realtà su piani differenti, i Preraffaelliti e il loro simbolismo, Whistler e i suoi bianchi, Omar Galliani.
 
(4) COME DESCRIVERESTI LA TUA RICERCA?
Intima. Silenziosa. Inquieta. Consapevole. Lucida.
 
(5) CHE RESPONSABILITÀ HA OGGI UN ARTISTA?
Stimolare le coscienze, suggerire dei percorsi, condurre lo sguardo verso quell'altrove che è fuori da noi ma soprattutto dentro di noi.
 
(6) UNA RIFLESSIONE SULL’ARTE CONTEMPORANEA IN SICILIA E SULL’ARTE IN GENERE.
La Sicilia è una terra poetica, e la poesia non fa clamore, parla sottovoce. Così sono anche i suoi artisti.
 
(7) PROGETTI ATTUALI E PROSSIMI PROGRAMMI.
Sto lavorando alle illustrazioni di Meduse, testo geniale di Anna LaTouche e preparo la prossima personale, a Brescia. Ho anche un progetto fotografico cui vorrei dedicarmi. Ho un debito verso la fotografia e verso le fiabe che vorrei saldare.
 
(Intervista pubblicata su TRIBEART#95)
 



I vostri commenti


22-08-2012 alle ore 11:58
Francesco  >   Elisa Anfuso è un'artista che mi piace molto. Complimenti.





Come sarà il nuovo MoMA

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha presentato il nuovo progetto di ristrutturazione ed espansione del suo edificio, realizzato dal prestigioso studio architettonico newyorkese Diller Scofidio + Renfro. Il piano prevede un ampliamento dello spazio espositivo di quasi 4.000 metri quadrati, il 30 per cento in più. I cambiamenti riguarderanno soprattutto l’ala occidentale del MoMA che dà sulla 53esima strada, e in particolare la contestata decisione di demolire l’ex sede dell’American Folk Art Museum. La decisione era stata annunciata dal museo nell’aprile 2013, dando inizio a numerose proteste tra architetti e designer, che l’avevano definita «sbagliata, dannosa e inutile». Era nata anche una campagna #FolkMoMA su Twitter e Tumblr per salvare l’edificio, realizzato dallo studio locale Tod Williams Billie Tsien Architects nel 2001, caratterizzato da una preziosa facciata bronzea e acquistato dal MoMA nel 2011. Dopo le proteste il MoMA incaricò lo studio Diller Scofidio + Renfro di trovare una soluzione per portare avanti la ristrutturazione e allo stesso tempo tenere in piedi il museo. (Il Post)

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