Qui fuori. Ibridazioni estetiche
"Istruzioni per non piangere". Un elogio del Rinascimento
Il filosofo neoplatonico Giovanni Pico, conte della Mirandola e della Concordia, è uno dei massimi ideatori e padri del Rinascimento italiano; l’Umanista era signore di due tra le città più colpite dall’attuale terremoto dell’Emilia.
di
Chiara Tinnirello
Cosimo Rosselli, Il miracolo del calice, particolare, Chiesa di Sant'Ambrogio, Firenze
Il filosofo neoplatonico Giovanni Pico, conte della Mirandola e della Concordia, è uno dei massimi ideatori e padri del Rinascimento italiano; l’Umanista era signore di due tra le città più colpite dall’attuale terremoto dell’Emilia. Tra le immagini iconografiche che raffigurano il pensatore neoplatonico risalta l’affresco della “Cappella del miracolo” a Firenze (1484) di Cosimo Rosselli. In un particolare Pico viene raffigurato in mezzo ad Agnolo Poliziano e Marsilio Ficino mentre assiste all’ostensione di una reliquia. Pico, al centro, viene tenuto per mano da uno dei due umanisti, l’altro gli sfiora il petto. L’immagine delle tre figure è composta ed elegante, il pathos della scena si concentra nei movimenti calmi, assestati e perfetti delle figure. Così maestoso, quieto e fiero di sé è il nostro Rinascimento che adesso oscilla sotto i colpi del terremoto. Le sue forme artistiche e intellettuali rappresentano l’ultimo lembo di centralità dell’Italia nella storia mondiale. Nell’attuale difficoltà nazionale, ancora più grande e multiforme che nel recente passato, assistiamo allo scuotimento violento delle nostre fondamenta civili e intellettuali. Ciò che sussultando porta dolore e terrore, deve però rimestare la nostra memoria culturale. Innanzitutto, il patrimonio monumentale dovrà essere restituito alla sua integrità. Al contempo dovremmo ristabilire le forme della nostra esistenza trans-storica: noi siamo quel Rinascimento e possiamo riattivarlo in qualsiasi momento. La memoria culturale è fuori dal tempo e forse persino oltre lo spazio “liturgico” dei monumenti. Questo rinascimento non patriottico e non retorico, lontano dai clamori politici e strategici della storia, è memore della grandezza di ogni deposito di splendore e si incarna in chi combatte per il riconoscimento della nostra inattaccabile bellezza. Come antidoto alla rassegnazione rileggiamo le parole di Emil Cioran, generando il contravveleno che accende la nostra rinascita: “La prima lacrima di Adamo ha avviato la storia. Questa goccia salata, trasparente e infinitamente concreta, rappresenta il primo momento storico, mentre il vuoto lasciato nel cuore del nostro sinistro progenitore è il primo ideale. Poco a poco gli uomini, perdendo il dono del pianto, hanno sostituito le lacrime con le idee. La cultura non è che il frutto dell’impossibilità di piangere”. (E, Cioran, “Le crépuscule des Pensées”, L’Herne 1991, p. 218, tr. it. mia).
(Articolo pubblicato su TRIBEART#95)
I vostri commenti
19-06-2012 alle ore
15:05chiaratinni > Istruzioni per piangere e' il titolo di un racconto di Cortazar contenuto in "Storie di Cronopios e di Famas" . Vi consiglio di leggerlo se non lo conoscete, funge da contrappunto ironico al Cioran della citazione finale. Saluti a tutti di cuore. Chiara