In diretta dall'eremo


Il catechetico

Condanne, cani, passanti e archiviati.

di Cosimo Piediscalzi


Cosimo Piediscalzi
 
 
Noi ci salviamo, economizziamo parole e respiro, per ogni sillaba anteponiamo minuti e minuti di pensiero. Tutte le condanne più buffe – “hai parlato troppo, non parli mai, ti si è visto troppo, non ti si vede mai”. E poi si fanno i panorami, si archivia e si fabbricano steccati per le cagne rabbiose. In serata, prima che la luna arranchi, lascio il mio saluto. Casualmente la notte prima sognavo di personaggi biblici e di soluzioni aritmetiche ad enigmi della Chimica quali il tumore, il carcinoma, la cirrosi, l’ictus, il diabete. Poi candeggio la mia galera, falcio una quercia solo per rinvigorire i miei polsi da boscaiolo. Ore 23:30 (…) Chi ha chiamato quando non ero in casa? Intorno alle 2 di notte il biglietto è appeso sul frigorifero. “Jeshua Nazira, solo un segno con la mano e il suo occhio fa cento geometrie. Due soli messaggi, in uno dice che la vera Regina che è in te si chiama Pazienza. Giuda invece, bianco in volto, inghiottiva una zuppa di cipolle e fave mentre il sole cadeva sui mari di sotto (oddio!). Poi soltanto viaggi nuovi. E archiviazione delle belve – degli ospedalizzati, dei mestruati, dei mocciosi in pena. Altri itinerari si, altre umanità ti prego, via da qui. I bianchi paesaggi dove lupo e agnello vivono già in pace perché entrambi risolti, cresciuti, capiti, riusciti? Gnosi allora! Niente altro che gnosi. E la trafila dei turisti? Origene d’Alessandria, Gregorio Nazianzeno, Sant’Atanasio, San Giovanni Crisostomo; tutti ti hanno cercato! Sant’Ireneo, san Basilio Magno, san Cirillo di Gerusalemme, san Dionigi Magno, sant’Epifanio, tutti con te. Ama chi è pulito dentro, ama chi è ricco, ama chi ama”. Ore 03:10, la cagna dorme, tu invece ragioni ancora.
 
(15 giugno 2012) 
 


I vostri commenti


15-06-2012 alle ore 17:26
cosimo  >   Grazie.

15-06-2012 alle ore 11:16
isabella messina  >   ho sbagliato il nome, ma non importa

15-06-2012 alle ore 10:56
isabella messina  >   mi piace tantissimo, soprattutto San Luigi Magno, e tutto il resto. Troppo bello....



SONDAGGIO

Qual è il patrimonio culturale più trascurato in Sicilia?
  Cretto (Gibellina, TP)
  Teatro Greco (Siracusa)
  Teatro greco-romano (Catania)
  Kamarina (Santa Croce Camarina, RG)
  Graffiti dell'Addaura (Palermo)
  Tonnara del Secco di San Vito Lo Capo (TP)
  Valle dei Templi (Agrigento)
  Torre (Isola delle femmine, PA)
  Tempio E (Selinunte, TP)
  Collegio dei Gesuiti (Catania)




Scritto sul corpo

Il titolo della collettiva – evidente richiamo al bestseller della scrittrice inglese Jeanette Winterson – rivela il tema centrale, la struttura attorno a cui la mostra si compone e si dispone: “Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce: quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì”. Questo il fil rouge che si dipana lungo il percorso espositivo attraverso il mondo del ricordo e dei legami dipinto da Elisa Anfuso e l’enigmatica dissolvenza della pittura di Anna Caruso, il racconto estatico e carnale dei quadri di Jara Marzulli e le immagini ironiche delle donne ritratte da Vania Elettra Tam, le contraddizioni dello spirito e del corpo della scultura e della grafica di Silvia Faieta e l’incontenibile innocenza e gli scenari camaleontici di quelle di Natascia Raffio, fino alle figure di Ilaria Margutti, simbolicamente ricamate per rappresentare le trame della nostra esistenza. All'E-lite studiogallery di Lecce fino all'8 aprile 2013.

Helmut Newton a Roma

Dopo il Museum of Fine Arts di Houston e il Museum für Fotografie di Berlino, il Palazzo delle Esposizioni di Roma accoglie dal 6 marzo al 21 luglio 2013, per la sua unica tappa italiana, la mostra White Women, Sleepless Nights, Big Nudes che presenta 180 immagini di Helmut Newton, uno dei fotografi più importanti del XX secolo. Scatti originariamente comparsi nei primi volumi del fotografo, dal libro White Women (1976), che vede un Newton cinquantenne alle prese con il suo primo volume monografico che otterrà il prestigioso Kodak Photobook Award, passando per Sleepless Nights (1978), che raccoglie servizi realizzati per riviste di moda e finisce per costruire ritratti che diventano reportage da scene del crimine, fino a Big Nudes (1981), la consacrazione della gigantografia.

Fratello fiume

Il Centro Culturale di Milano ospita la mostra di Giulio Di Sturco dal titolo "Fratello Fiume, Lo scorrere delle acque nel destino dell’uomo", terzo capitolo della trilogia dedicata alla relazione complessa tra uomo e ambiente, iniziata con le monografiche di Edward Burtynsky e Ragnar Axelsson. Una delle voci più rappresentative del reportage italiano, vincitore di un World Press Photo Award nel 2008, Di Turco espone per la prima volta nel capuologo lombardo 40 immagini frutto della ricerca fotografica condotta sul Gange e su altri fiumi del continente indiano. Gli scatti raccontano il legame tra la popolazione e il fiume, spaziando dalle inondazioni alle cerimonie religiose. "Il Gange è un esempio lampante della contraddizione irrisolta tra l'uomo e l'ambiente – spiegano la curatrice Enrica Viganò e Camillo Fornasieri, direttore del CMC – perché rappresenta una fonte di acqua ed energia per milioni di individui e, grazie alle terre che irriga, garantisce cibo a oltre un terzo degli indiani. Ma il Gange è anche uno dei corsi d'acqua più inquinati del mondo, utilizzato per smaltire i rifiuti tossici delle fabbriche, che mettono a dura prova un ecosistema ricchissimo di specie vegetali e animali". La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio 2013.

Guy Bourdin al Museo Nazionale Alinari della Fotografia

La Fratelli Alinari Fondazione per la Storia della Fotografia presenta a Firenze al MNAF "A message for you", una mostra dedicata a Guy Bourdin, uno dei fotografi più innovativi e provocatori del XX secolo, realizzata in collaborazione con Samuel Bourdin, Nicolle Meyer, la musa del fotografo e Shelly Verthime, la curatrice del progetto. Nata come una ricerca e divenuta poi una pubblicazione e una mostra, "A message for you" raggruppa la produzione di Bourdin della fine degli anni ‘70 quando, nel pieno della sua maturità artistica, il suo sguardo attento registra i cambiamenti sociali di quel periodo: la libertà sessuale, il capitalismo, gli eccessi del consumismo e la presenza crescente dei media. Tutti temi che trovano la loro perfetta collocazione sulle pagine patinate delle riviste di moda. La mostra cattura il periodo più significativo della sua carriera focalizzandosi su un corpus unico di lavori che Guy Bourdin produsse in collaborazione con Nicolle Meyer, sua musa e modella, che conobbe quando lei era appena diciassettenne. Le 75 stampe moderne esposte in mostra sono una raccolta di alcune immagini pubblicate su Vogue France e di diverse campagne pubblicitarie come Charles Jourdan, il calendari Pentax e Versace, oltre a una collezione di immagini mai pubblicate provenienti dall’archivio del fotografo. Completa l’esposizione una proiezione che raccoglie 150 immagini. Si tratta di una selezione che raccoglie polaroid, testi, annotazioni, negativi, ritratti di Bourdin, che anticipano le fotografie future: un viaggio nella mente curiosa dell’artista, intenso, sorprendente e allo stesso tempo pieno di humour. L’evento, inserito nelle manifestazioni di Pitti Immagine Uomo 83, è vitabile fino al 10 marzo 2013.