Illustrazione


Letteratura 2.0: storie da un tweet

Letteratura 2.0: storie da un tweet

Vite in 140 caratteri. È il progetto "Micronarrativa" del giornalista Andrea Maggiolo, che dal libro "Personaggi precari" di Vanni Santoni ha tratto ispirazione. In attesa di editare il suo...

di Vanessa Viscogliosi


 
Andrea Maggiolo cinguetta la prima storia il 3 ottobre del 2009. È quella di Franco, un autista di autobus privati, ore e ore al volante senza mai fermarsi. Forse la ditta per cui lavora ha tagliato il personale. Forse non lo ha mai avuto a sufficienza. Ma di sicuro, Franco, deve guidare per non perdere il lavoro, a costo di farsi di anfetamine. Un primo tweet che straborda di umanità come tutti quelli scritti per Micronarrativa, piccoli haiku contemporanei che traggono ispirazione dalla vita reale e che la restituiscono in 140 caratteri sul web. Su Twitter per la precisione, il microblogging nato nel marzo 2006 dalla Obvious Corporation di San Francisco, oggi utilizzato sempre più come luogo di esperimenti letterari. Tra gli ultimi il recentissimo Black Box, il serial twitter di Jennifer Egan – vincitrice nel 2011 del premio Pulitzer per Il tempo è un bastardo – 8.500 parole pubblicate in segmenti da 140 caratteri, ogni giorno per dieci giorni, dalle 20 alle 21, sull’account Twitter della rivista culturale The New Yorker.
Calibrare un racconto entro lo spazio limitato di un tweet, certo, non è cosa facile. Occorre rileggere, correggere, editare ciò che si scrive per poter giungere alla sintesi perfetta. Arginare un frammento di esistenza in un concentrato di scrittura che risulti efficace e originale è, fuor di dubbio, un delicato lavoro di sottrazione. Maggiolo ci riesce. Le sue microstorie sono il risultato di un rigoroso e accurato uso della parola. In poche battute, è il caso di dirlo, l'autore riesce a evocare e concertare il profilo sociale e la tragedia personale dei suoi personaggi con storie universali e comuni. I suoi tweets sono ironici, drammatici, poetici. E, soprattutto, apprezzati. Micronarrativa conta attualmente 7.190 followers. E proprio tra i suoi fedeli lettori, nel 2011, Maggiolo ha scovato Riccardo Guasco, artista piemontese di talento che ha illustrato egregiamente le sue biografie cinguettate, utilizzando un tratto squadrato, dal sapore vagamente cubista, e un'azzeccata gamma di tenue cromie. La pubblicazione di un libro è nei loro programmi. Nel frattempo, gli speciali ri-tratti di Maggiolo e Guasco sono in vendita nel formato e-book edito da Libellula Edizioni. Un acquisto da fare... al volo.
 
 



I vostri commenti


30-10-2012 alle ore 09:35
Manfredi  >   Questo articolo mi era sfuggito. Progetto cool!

20-06-2012 alle ore 08:39
Francesca Martello  >   Ah scusate non avevo visto che ci sono i collegamenti nel testo... grazie lo stesso!!!

20-06-2012 alle ore 08:37
Francesca Martello  >   Sul sito di Libellula Edizioni non c'è traccia dell'e-book. Dove lo posso acquistare?

12-06-2012 alle ore 12:29
Artista deluso  >   La profondità dei testi e la leggerezza delle immagini. Un mix perfetto.

12-06-2012 alle ore 11:00
Maurizio Musumeci  >   Sono illustrazioni e microstorie bellissime. Quella di Nico è la mia preferita! Bel progetto, davvero.

12-06-2012 alle ore 08:45
Sofia  >   Bellissime illustrazioni!





Come sarà il nuovo MoMA

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha presentato il nuovo progetto di ristrutturazione ed espansione del suo edificio, realizzato dal prestigioso studio architettonico newyorkese Diller Scofidio + Renfro. Il piano prevede un ampliamento dello spazio espositivo di quasi 4.000 metri quadrati, il 30 per cento in più. I cambiamenti riguarderanno soprattutto l’ala occidentale del MoMA che dà sulla 53esima strada, e in particolare la contestata decisione di demolire l’ex sede dell’American Folk Art Museum. La decisione era stata annunciata dal museo nell’aprile 2013, dando inizio a numerose proteste tra architetti e designer, che l’avevano definita «sbagliata, dannosa e inutile». Era nata anche una campagna #FolkMoMA su Twitter e Tumblr per salvare l’edificio, realizzato dallo studio locale Tod Williams Billie Tsien Architects nel 2001, caratterizzato da una preziosa facciata bronzea e acquistato dal MoMA nel 2011. Dopo le proteste il MoMA incaricò lo studio Diller Scofidio + Renfro di trovare una soluzione per portare avanti la ristrutturazione e allo stesso tempo tenere in piedi il museo. (Il Post)

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