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a cura di Sarajevo Supermarket
Associazione Sarajevo Supermarket
Via Guglielmo Matteotti 19
Nocera Inferiore (Salerno) - Campania
+39 3289677340
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sarajevosupermarket@libero.it

dal 08-06-2012 al 20-06-2012
vernissage 08/06/2012 ore 18
lunedì-domenica 17-22 e su appuntamento
ingresso libero

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Cristina Cianci - Grande Madre (contenere)

Nocera Inferiore (Salerno) - Associazione Sarajevo Supermarket - Via Guglielmo Matteotti 19
dal 08 giugno 2012 al 20 giugno 2012
 
Grande Madre propone una serie di lavori su cartapesta, frutto di una sedimentazione più che decennale. Il concetto di Grande Madre nasce dalla storia delle religioni e comprende le varie specie di dea-madre. È un’immagine interiore, un archetipo che agisce nella psiche umana. Ma se l’archetipo è una eterna presenza che ci dirige, l’archetipo della Grande Madre è un’immagine primordiale, o meglio una vasta quantità di immagini, forme, simboli, concetti, che talvolta si escludono e talvolta si integrano -infinite varianti di un tema fondamentale, con il risultato di una polivalenza simbolica. Grande Madre intende rappresentare l’espressione simbolica dell’archetipo della Madre. In questa visione, la forma diventa simbolo e il ritmo diventa strutturante mediante l’organizzazione visiva dei moduli che si ripetono pur variando. L’espressione simbolica dell’archetipo della Madre è costituita dalle raffigurazioni e dalle forme della grande dea femminile, che rivelano una visione del mondo definita da Bachofen “matriarcale”, derivante dalla Magna Mater e, non a caso, fatto di “materia”, principio femminile per antonomasia, essendo quello maschile legato al Logos. La “Mater-Materia” designa, dunque, l’ambito del Femminile. Tra le forme di rappresentazione della Grande Madre troviamo il vaso, punto centrale del simbolismo dell’Archetipo del Femminile. L’idea del contenere è strettamente connessa con la più elementare esperienza del corpo da parte dell’umanità in generale, e del femminile in particolare: la fondamentale equazione simbolica è corpo–vaso. “Il corpo-vaso, il cui interno rimane sempre oscuro e sconosciuto, è la realtà dell’individuo, in cui viene esperito tutto il mondo istintuale dell’inconscio. Per ragioni comprensibili proprio il femminile viene esperito come il vaso per eccellenza; la donna è il vaso in cui si forma la vita, volgendola successivamente fuori di sé verso il mondo; l’equazione si arricchisce: corpo-vaso-donna-mondo.” (E. Neumann, “La Grande Madre”, Astrolabio) Se il vaso-corpo è un contenitore, ciò che è contenuto è protetto, nutrito, riscaldato, ma in quanto dipendente è anche indifeso, esposto e soggetto per la vita e per la morte al Femminile: la Dea Madre diventa “Signora di Vita” e “Signora di Morte”; il suo corpo è numinoso, potente, e le sue principali zone simboliche sono la bocca (entrata e uscita verso l’alto), il seno (nutrimento che deriva da una trasformazione), il ventre (contenimento, protezione, nutrimento, ma anche espulsione verso il basso e morte), cui si attribuiscono caratteri ambivalenti, sia positivi che negativi. I lavori in mostra rappresentano una prima sezione di un ciclo in progressione: un incessante tentativo (reiterato e ripetuto) di ricerca del Corpo della Madre - quasi a volerne essere di nuovo ri-contenuta – che sottende ad un modello germinativo del lavoro di Cristina Cianci tout court, legato nel suo insieme al concetto di Materia nella sua derivazione da Mater.





Come sarà il nuovo MoMA

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha presentato il nuovo progetto di ristrutturazione ed espansione del suo edificio, realizzato dal prestigioso studio architettonico newyorkese Diller Scofidio + Renfro. Il piano prevede un ampliamento dello spazio espositivo di quasi 4.000 metri quadrati, il 30 per cento in più. I cambiamenti riguarderanno soprattutto l’ala occidentale del MoMA che dà sulla 53esima strada, e in particolare la contestata decisione di demolire l’ex sede dell’American Folk Art Museum. La decisione era stata annunciata dal museo nell’aprile 2013, dando inizio a numerose proteste tra architetti e designer, che l’avevano definita «sbagliata, dannosa e inutile». Era nata anche una campagna #FolkMoMA su Twitter e Tumblr per salvare l’edificio, realizzato dallo studio locale Tod Williams Billie Tsien Architects nel 2001, caratterizzato da una preziosa facciata bronzea e acquistato dal MoMA nel 2011. Dopo le proteste il MoMA incaricò lo studio Diller Scofidio + Renfro di trovare una soluzione per portare avanti la ristrutturazione e allo stesso tempo tenere in piedi il museo. (Il Post)

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