Angelo Sturiale, seibutsu, 2003, penne su carta, cm 51x63. Nella foto in basso: Angelo Sturiale, seibutsu, 2001, penne su poliplat, cm50x70
Il 9 giugno alle ore 19, presso la galleria Nuova Officina d'Arte a Catania, in Via Firenze 137, Seibutsu Art Studio, in collaborazione con The Bohemian Gallery (Usa), presenta Scrittura del suono, personale di Angelo Sturiale.
Scrittura del suono, dal 9 al 30 giugno, rappresenta la prima retrospettiva in Italia della decennale produzione grafica di Angelo Sturiale, compositore e artista multidisciplinare siciliano la cui ricerca nel campo della musica si contraddistingue per il rapporto tra segno e suono, tra sistemi di notazione musicale non convenzionali e tecniche di composizione acustica in tempo reale. Ed è proprio a partire dalla minuziosa pratica manuale di scrittura musicale su pentagramma, che Angelo Sturiale ha sviluppato gradualmente negli anni una poetica del segno e disegno che tende all'abbandono della referenzialità sonora e funzionalità solitamente legate all'esecuzione musicale. Si tratta di una ricerca che si traduce nella produzione di opere in cui l'uso esclusivo di penne ad inchiostro e supporti bianchi e neri si fa via via più complesso, articolandosi in forme linguistiche diversamente interpretabili.
Oltre all’esplorazione dei meccanismi di "musicalità senza suono e senza musica", attraverso il trasferimento in una forma di narratività meramente visiva, le mappe grafiche di Sturiale esposte in Scrittura del suono ruotano attorno a un obiettivo/ossessione estetica, ovvero la fantasiosa transcodificazione della necessaria e irreversibile sequenzialità delle strutture formali di una composizione musicale ad una creativa e in un certo senso anarchica non-linearità dei tempi di osservazione. Non ultimo, nonostante non vi sia alcuna sollecitazione acustica, i lavori costituiscono un invito alla ricostruzione mentale di un'opera visiva che includa un “sentire” musicale.
Angelo Sturiale è un ricercatore d’armonie, un artista pluridisciplinare, un rabdomante nell’atavica rotta del codice binario dell’inchiostro su carta. Traccia il suo tragitto come lumaca sull’asfalto e raccoglie magma psichico, metabolizzandolo in riformulazioni e interpretazioni (Damiano Meo).
I “seibutsu” di Angelo Sturiale, rigorosamente in bianco e nero, sono coloratissimi! Si sentono suoni che non si odono. Tutta la sua produzione visiva è immaginario sonoro in atto… Nel silenzio. Angelo materializza, trasforma, plasma l’energia con la leggerezza e la precisione di una lucente e risonante lama. Lama che veloce crea, fendendo l’aria con il suono del metallo (Mario Garuti).
Penna e carta,
note e pentagrammi estesi a grafie,
ove energie e cataclismi si incantano e denudano.
Mi definisco e contengo solo nel tracciato dell’inchiostro.
Attraverso il suo movimento in uno spazio senza geografie,
solo con carta bianca o nero cielo.
E’ il segno stesso che guida, sì, impazzito e rigoroso
verso finestre spalancate, scenari da rivedere nascosti
tra viscere e neuroni, irrazionali e coscienziosi tratti.
Ricco di noi e voi, interpreto i confini di quelle linee e
questi mari e alberi e biologie insondabili e tranelli.
Perché vivo tra polisemie e abissi di fantasie.
Ed i colori sono dentro i bianchi e i neri, ed i tempi
e gli spazi ove forme e rebus dialogano e litigano, si
prova ad indovinare e definire, ludico e filosofico sentire.
E fisiologico intuire che l’amore e l’armonioso premere
e rischiare fino all’osso la mano e gli occhi per ridare
linfa e allegria a direzioni smarrite e stanche.
Bimbo e vecchio insieme, saggio e grottesco lo scrutare
insonne dei miei viaggi, il mio girovagare estremo tra le
albe e notti, una tecnica tramandata a voce silenziosa.
Angelo Sturiale