TRIBENEWS


The unhappy ending: TRIBEART chiude

L'ultimo numero. Tra incerte prospettive e carenza di fondi il primo periodico dedicato alle arti visive siciliane sceglie di sospendere le pubblicazioni fino a data da destinarsi...

di Redazione



 
 
Sembra proprio che quello in preparazione sia l'ultimo numero di TRIBEART. Dopo 9 anni di impegno, passione e costanza il nostro progetto editoriale – libero, indipendente e nato dal basso – sembra dover volgere al termine. La motivazione? La costante carenza di entrate economiche che non permette di far fronte neanche alle spese di stampa e di distribuzione. Un'instabilità continua che impedisce di fatto la naturale crescita della nostra piccola realtà imprenditoriale e la giusta gratificazione del capitale umano che vi è impiegato.
Per ovviare alla mancanza di fondi spesso si è ricorsi all'autofinanziamento confidando in un ritorno di risorse. Un'attesa vana che oggi, nostro malgrado, ci costringe a operare una scelta difficile, quella della sospensione delle pubblicazioni. Una “ristrutturazione” dal sapore amaro che metterà la versione cartacea di TRIBEART in standby fino a quando investimenti pubblicitari, a medio e lungo termine, non garantiranno certezze ed equilibrio. Una scelta di concretezza strettamente connessa alla qualità e all'indipendenza dell'informazione, valori che finora abbiamo sempre cercato di perseguire.
Fare informazione non significa fare cassa, ma con una buona informazione la cassa la si può fare?

(29 marzo 2012)


I vostri commenti


13-04-2012 alle ore 18:39
rosa  >   L' idea di ricominciare mi ha sempre attirata molto di più dell'idea di continuare, i nuovi inizi sono sempre esaltanti. A presto quindi!

04-04-2012 alle ore 10:05
TRIBEART  >   Caro Artista deluso, l'iniziativa della mostra/asta parte da Marella Ferrera e dalla galleria Dietrolequinte di Catania. Per informazioni e adesioni puoi scrivere all'indirizzo: arionted@libero.it. Grazie!

02-04-2012 alle ore 17:30
Artista deluso  >   Oltre la delusione e lo sconforto. Voglio assolutamente partecipare all'asta che sta organizzando Marella Ferrera in vostro onore. Come e cosa devo fare?

30-03-2012 alle ore 19:16
domesticamaria  >   una sciagura, un dispiacere: teniamo tutto insieme, ancora

30-03-2012 alle ore 18:23
Vanessa Viscogliosi  >   "Facciamo rete, supportiamoci. Cerchiamo di non essere isole nell'isola. Siamo tutti connessi. E non solo su Facebook". Questo scrissi qualche mese fa. E questo oggi mi sento di ribadire. Sono d'accordo con Enrico: tutti abbiamo il diritto di lavorare dignitosamente e il dovere di attuare insieme un modello culturale ed economico che lo permetta. Vi ringrazio ancora per il sostegno e i suggerimenti. Anzi, Giambattista spiegati meglio!

30-03-2012 alle ore 15:07
giambattista rosini  >   Mi dispiace parecchio! ... Comunque a mio modesto parere la linea editoriale potrebbe anche prendere un altra direzione

30-03-2012 alle ore 12:14
Davide  >   (si può fare cassa e informazione),, non ci lasciate, abbiamo bisogno di Voi Tribe Art

30-03-2012 alle ore 00:45
filippo la vaccara  >   Spero che le pubblicazioni cartacee riprenderanno prima o poi e che la sospensione delle uscita sia davvero uno stand - by (magari non appena le cose girano meglio per tutti!). Ciò che avete così gloriosamente e professionalmente fatto, con la sospensione della stampa, non va assolutamente perso. Tribe art ha trascritto con franchezza e generosità la storia dell'arte contemporanea in Sicilia e dei siciliani all'estero. in bocca al lupo ragazzi, buona prosecuzione e.. non demordete!

29-03-2012 alle ore 23:46
Femina Sapiens  >   Spero sia solo una pausa per rimodulare le energie e mirare a nuovi obiettivi. E' un momento difficile per tutti ma può aiutarci a riflettere l’ideogramma Wej.ji di "Crisi" composto da due parole Pericolo e Opportunità, riflettiamo e facciamo convergere le nostre energie su soluzioni di aggregazione innovative che facciano fronte comune. Possiamo immaginare e creare modi alternativi, fonti diverse, stratagemmi inconsueti. Credo sia necessario fare un passo oltre, immaginare cosa può esserci oltre questa prospettiva di degrado. Vi auguro il meglio. Daniela

29-03-2012 alle ore 20:22
PinaM  >   Mi spiace tantissimo, vi sono vicina... Spero vivamente che quanto prima la cultura, in tutti i suoi saperi, fonte di confronto e di dialogo, possa riscattarsi da un sistema carente e precario.

29-03-2012 alle ore 18:40
Pippo  >   Mi dispiace ragazzi, tantissimo. E' triste che in questa città le iniziative culturali di un certo spessore debbano spegnersi. Mi auguro vivamente di rileggervi presto.

29-03-2012 alle ore 15:50
Agata Bulla  >   Sono molto rattristata. cosa è possibile fare? recita un proverbio cinese "Custodisci nel tuo cuore un alberello verde e, forse, un giorno arriverà un uccellino che cinguetta". vi faccio i miei migliori auguri spero vivamente che qualcosa accada.

29-03-2012 alle ore 15:01
filippo la vaccara  >   Spero che le pubblicazioni cartacee riprenderanno prima o poi e che la sospensione delle uscita sia davvero uno stand - by (magari non appena le cose girano meglio per tutti!). Ciò che avete così gloriosamente e professionalmente fatto, con la sospensione della stampa, non va assolutamente perso. Tribe art ha trascritto con franchezza e generosità la storia dell'arte contemporanea in Sicilia e dei siciliani all'estero. in bocca al lupo ragazzi, buona prosecuzione e.. non demordete!

29-03-2012 alle ore 13:55
lidia tropea  >   È veramente triste, mi dispiace per voi che ci avete messo tanta onestà e impegno, per me che non potrò più leggerlo, per la Sicilia che rimane muta...sono d'accordo con Enrico dei Canecapovolto, ma possibile che non ci sia nulla da fare per evitare questo ennesimo fallimento non della redazione di Tribe, bensì fallimento di tutti noi siciliani "impegnati" nell'arte?

29-03-2012 alle ore 13:02
thisguise  >   Tristissimo. L'ennesimo episodio di iniziative, talenti, voglia di mettersi a lavoro con professionalità finito con un blocco di cemento ai piedi in mezzo ad un mare di pura stupidità e malaffare. L'Italia che non dovrebbe campare d'altro che di arte e cultura ha le Gallerie dell'Accademia che perdono calcinacci su Carpaccio, infiltrazioni d'acqua che colano su Schifano a Gibellina, musei d'arte contemporanea che minacciano di chiudere, sconfinata spazzatura urbanistica in ogni angolo del paese... Che tristezza.

29-03-2012 alle ore 12:49
canecapovolto  >   Ben oltre il dispiacere personale, ed ogni attestato di solidarietà dovuto ad una redazione che si è sempre spesa con sacrificio e attenzione, non può sfuggire a noi tutti che questa ennesima mancanza sottolinea ulteriormente che il panorama del contemporaneo nella nostra città è velocemente regredito allo stato zero. Da ciò possiamo, anzi dobbiamo, spenderci tutti affinché da queste macerie si possa immaginare una strategia nuova che a partire da questa crisi proponga nuovi modelli di aggregazione, di proposte culturali, di diffusione delle informazioni, di tutela dei diritti dei lavoratori dell'arte, di approccio verso nuove forme di economia. Non è facile e sarà faticoso ma non abbiamo alternative. un abbraccio, enrico

29-03-2012 alle ore 12:42
giuseppina radice  >   carissimi, sono con voi con la mia stima, il mio affetto e il mio apprezzamento per ciò che siete riusciti a fare con tenacia e con caparbietà (penso che questa sia la parola più adatta). cosa possiamo fare, noi lettori, per sostenervi? vi abbraccio e spero in buone notizie.

29-03-2012 alle ore 11:37
lebeulme  >   Dispiace prendere atto che una delle realtà più interessanti e vivaci nel panorama dell'informazione libera e indipendente sia costretta a chiudere nella sua forma cartacea. Esprimo la mia solidarietà di collaboratore occasionale, ma soprattutto di lettore di una rivista onesta e sincera. Alessandro De Filippo





Come sarà il nuovo MoMA

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha presentato il nuovo progetto di ristrutturazione ed espansione del suo edificio, realizzato dal prestigioso studio architettonico newyorkese Diller Scofidio + Renfro. Il piano prevede un ampliamento dello spazio espositivo di quasi 4.000 metri quadrati, il 30 per cento in più. I cambiamenti riguarderanno soprattutto l’ala occidentale del MoMA che dà sulla 53esima strada, e in particolare la contestata decisione di demolire l’ex sede dell’American Folk Art Museum. La decisione era stata annunciata dal museo nell’aprile 2013, dando inizio a numerose proteste tra architetti e designer, che l’avevano definita «sbagliata, dannosa e inutile». Era nata anche una campagna #FolkMoMA su Twitter e Tumblr per salvare l’edificio, realizzato dallo studio locale Tod Williams Billie Tsien Architects nel 2001, caratterizzato da una preziosa facciata bronzea e acquistato dal MoMA nel 2011. Dopo le proteste il MoMA incaricò lo studio Diller Scofidio + Renfro di trovare una soluzione per portare avanti la ristrutturazione e allo stesso tempo tenere in piedi il museo. (Il Post)

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