TRIBENEWS


Affaire Riso: il museo riapre, Alessandro si dimette

Ieri l'assessore regionale ai beni culturali, Sebastiano Missineo, ha presentato i nuovi programmi del museo siciliano. Tra le novità l'istituzione di una commissione composta, fra gli altri, da Bartolomeo Pietromarchi, direttore del Macro, e Anna Mattirolo, direttore del Maxxi Arti Visive.

di Vanessa Viscogliosi



 
 
Una controversia infinita. Il triangolo Alessandro/Missineo/Campo continua ad agitare le acque del Museo d'arte contemporanea della Sicilia. Dalla fatidica nota shock del direttore Sergio Alessandro – diramata per comunicare la sospensione delle attività museali e la chiusura di un’esperienza progettuale durata quasi cinque anni causa mancanza di (notevoli) fondi, nonché l'imposizione da parte della Soprintendenza di un cantiere dai complessi interventi strutturali – sono trascorsi oltre due mesi di polemiche, dichiarazioni, smentite, denunce e procedimenti disciplinari.
Dopo settimane di silenzio intorno alle sorti del Palazzo Belmonte Riso, un'improvvisa conferenza stampa ha riacceso ieri i riflettori sull'intricata e ambigua vicenda. A convocarla Sebastiano Missineo, assessore regionale dei Beni Culturali, e Gesualdo Campo, dirigente generale del Dipartimento dei Beni Culturali. «Abbiamo lavorato in silenzio per rilanciare il Riso – ha dichiarato Missineo ai giornalisti – sfruttando i "dodicesimi" del bilancio regionale e individuando una programmazione a breve e a lunga scadenza». Ecco allora annunciati per il prossimo 17 maggio due progetti espositivi: la mostra Più a Sud. Un progetto per Lampedusa, curata da Paola Nicita con opere di Francesco Arena, Emanuele Lo Cascio e Sislej Xhafa, e l'esposizione integrale della collezione del museo, affidata alla cura scientifica di Francesco Andolina, architetto dell’Assessorato. A un comitato scientifico il compito poi di proporre «le linee per lo sviluppo e la valorizzazione dell'arte contemporanea in Sicilia». Come vigili sentinelle opereranno, a titolo gratuito, Bartolomeo Pietromarchi (direttore del Macro), Anna Mattirolo (direttore del Maxxi Arti Visive), Paolo Falcone (direttore artistico della Fondazione Sambuca), Michele Ciacciofera (artista siracusano), Francesca Corrao (presidente della Fondazione Orestiadi e figlia del senatore recentemente scomparso) e Manlio Mele (presidente della Fondazione Plaza), che svolgerà il ruolo di coordinatore.
Nella stessa giornata Sergio Alessandro, dopo aver portato alla Procura della Repubblica le carte e gli atti amministrativi del museo dal 2007 ad oggi, ha comunicato le proprie dimissioni. «È la mia risposta – ha dichiarato l'ex direttore all'Adnkronos – alle illazioni con cui l'assessore regionale Sebastiano Missineo e il suo dirigente, Gesualdo Campo, hanno motivato il commissariamento e il cambiamento di rotta rispetto al progetto culturale di Riso che, negli ultimi cinque anni, aveva registrato ampi successi di pubblico e critica, anche internazionale». La replica della Regione non tarda ad arrivare. In serata Missineo fa sapere: «Se è questo il terreno su cui ha deciso di confrontarsi Sergio Alessandro non c'è problema. Domani ritorneremo in Procura e alla Corte dei Conti per ribadire le segnalazioni di alcuni fatti ritenuti penalmente rilevanti e dei danni all'immagine della Regione e all'erario provocati in seguito alla chiusura del museo Riso da parte del direttore Alessandro. Certamente noi non abbiamo nulla da temere, né abbiamo responsabilità morali e tanto meno amministrative su quanto è stato fatto in passato a palazzo Riso». «Per quanto riguarda le dimissioni di Alessandro, queste sono irrilevanti in quanto il direttore generale dei Beni Culturali, Gesualdo Campo, ha già assunto i poteri sostitutivi tanto è vero che questo passaggio – ha concluso Missineo – ci ha consentito oggi di presentare la programmazione di Riso dei prossimi mesi e di far ripartire le attività del museo dopo l'inspiegabile interruzione».
Un nuovo polverone si sta alzando e le ombre sul Riso si fanno sempre più grandi. Chi prenderà il posto di Alessandro? Cosa ne sarà del S.A.C.S., lo sportello creato dal museo per valorizzare gli artisti siciliani? E, soprattutto, che fine farà il Riso?

(22 marzo 2012)


I vostri commenti


01-04-2012 alle ore 14:15
ortsom  >   sapete perchè nessuno commenta questo post? perchè tutti gli artisti sono opportunisti ed omertosi!

30-03-2012 alle ore 22:11
ortsom  >   è storia vecchia quella di intendere l' Istituzione come cosa privata..gestita da critici (ops!..curatori), artisti (ops!..operatori estetici), e gallerie nati praticamente l'altro ieri. propositori per la maggior parte, (non serve citare quelli bravi, a loro "non serve" essere citati) di affabulatori per il mercato.

30-03-2012 alle ore 15:27
Artista deluso  >   Una fine pessima. Ecco cosa farà il Riso! Per quanto riguarda il S.A.C.S.: cos'ha fatto per valorizzare gli artisti siciliani? ZERO.

30-03-2012 alle ore 15:01
ortsom  >   Nessun commento! L'opportunismo è d'obbligo....(e molto contemporaneo)

28-03-2012 alle ore 20:10
ortsom  >   La valorizzazione degli artisti, siciliani o no, si fa atttraverso una analisi attenta, se no il risultato è una setta!! ecco quello che era il Sacs..speriamo in un futuro più professionale, più serio..e incontrare veremenmte l'arte siciliana. Auguri





Come sarà il nuovo MoMA

Il Museum of Modern Art (MoMA) di New York ha presentato il nuovo progetto di ristrutturazione ed espansione del suo edificio, realizzato dal prestigioso studio architettonico newyorkese Diller Scofidio + Renfro. Il piano prevede un ampliamento dello spazio espositivo di quasi 4.000 metri quadrati, il 30 per cento in più. I cambiamenti riguarderanno soprattutto l’ala occidentale del MoMA che dà sulla 53esima strada, e in particolare la contestata decisione di demolire l’ex sede dell’American Folk Art Museum. La decisione era stata annunciata dal museo nell’aprile 2013, dando inizio a numerose proteste tra architetti e designer, che l’avevano definita «sbagliata, dannosa e inutile». Era nata anche una campagna #FolkMoMA su Twitter e Tumblr per salvare l’edificio, realizzato dallo studio locale Tod Williams Billie Tsien Architects nel 2001, caratterizzato da una preziosa facciata bronzea e acquistato dal MoMA nel 2011. Dopo le proteste il MoMA incaricò lo studio Diller Scofidio + Renfro di trovare una soluzione per portare avanti la ristrutturazione e allo stesso tempo tenere in piedi il museo. (Il Post)

SELECTED VIDEO

ARCHIVIO