TRIBEART / COMUNICATI


Tito, Terra, 1985, legno

Informazioni utili


a cura di Giuseppe Appella
Sala Uno
Piazza di Porta S. Giovanni 10
Roma - Lazio
+39 067008691
http://www.salauno.com
salauno@salauno.com

dal 10-02-2012 al 10-04-2012
vernissage 10/02/2012 ore 18
martedì-sabato 16.30-19.30
ingresso libero

SCHEDA SEDE
EVENTI IN CORSO A ROMA
EVENTI IN CORSO IN LAZIO



Guido Strazza - Fare Segni / Tito - Opere grafiche 1953-2009

Roma - Sala Uno - Piazza di Porta S. Giovanni 10
dal 10 febbraio 2012 al 10 aprile 2012
 
A cura di Giuseppe Appella, la mostra vuole dare nuovo rilievo alla grafica che in Italia non ha mai riscosso grande interesse da parte della critica né del collezionismo. Una selezione sapiente di lavori, dagli anni Cinquanta a oggi, di due artisti storici che si sono confrontati, come pochi, nella ricerca incisoria: Guido Strazza, uno dei più conosciuti artisti italiani in questo campo; e Tito, autore di un corpus grafico notevole ma pressoché sconosciuto. In occasione della mostra sarà pubblicato un catalogo (Sala 1- Fondazione Stauròs) che illustra i lavori dei due artisti, con un testo di Giuseppe Appella.
 
Guido Strazza, nato nel 1922 a Santa Fiora (GS), pittore e incisore. Ha diretto in Calcografia Nazionale una ricerca di gruppo sul segno (1974-76) promossa dal Carlo Bertelli. Dall’Accademia di Lincei ha ricevuto il Premio Feltrinelli per la grafica (1988) e per l’incisione (2003). È stato direttore dell’Accademia di Belle Arti di Roma. Come Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca ha promosso nel 2011 un programma didattico per cicli di lezioni pubbliche sul tema iniziale Primo Segnare. Ha pubblicato Il Segno e il colore negli occhi (Il ponte, Firenza, 1974), Analisi dei segni di Giovan Battista Piranesi (ed. Calcografia Nazionale, Roma 1976), Il gesto e il segno (Scheiwiller, Milano 1979; 2° edizione Apeiron, Roma 1992). Vive e lavora a Roma.
 
Tito Amodei (in arte Tito), pittore, scultore, incisore, è nato nel 1926 a Colli al Volturno (IS). Membro della Comunità passionista della Scala Santa, vive a Roma. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Firenze, inizia nel 1964 l’attività espositiva in Italia e all’estero. Nel 1970 ha fondato a Roma la galleria Sala 1. Ha pubblicato numerosi libri e saggi come 50 artisti per la Passione (De Luca Editore, Roma 1962), L’arte sacra oggi (Edizioni Sala 1, Roma 1971), La Scala Santa (Edizioni Quasar, Roma 1999), Signum Magnum. Perché la Madonna vuole apparire kitsch? (Edizioni Feeria, Firenze 2009). Per la biografia completa: http://it.wikipedia.org/wiki/Tito_Amodei La mostra è coordinata da Sandra Leone.



SONDAGGIO

Qual è il patrimonio culturale più trascurato in Sicilia?
  Cretto (Gibellina, TP)
  Teatro Greco (Siracusa)
  Teatro greco-romano (Catania)
  Kamarina (Santa Croce Camarina, RG)
  Graffiti dell'Addaura (Palermo)
  Tonnara del Secco di San Vito Lo Capo (TP)
  Valle dei Templi (Agrigento)
  Torre (Isola delle femmine, PA)
  Tempio E (Selinunte, TP)
  Collegio dei Gesuiti (Catania)



A Porto Empedocle le sculture di Giuseppe Agnello

Sono quaranta le opere presenti in "Memorie: vedute laterali e oblique", personale di Giuseppe Agnello a cura di Lorenzo Rosso. Le grandi sculture saranno esposte dal 22 giugno al 30 dicembre 2013 nella Torre Carlo V di Porto Empedocle e ben sintetizzano 15 anni di ricerca e produzione dell'artista di Racalmuto. Caratterizzano l’esposizione l'elemento materico (gesso, resina poliestere e terracotte) "che detta il ritmo della fruizione delle opere in mostra" e il colore ("nero metallico" al primo piano, "bianco abbacinante" al secondo). Aprono il percorso le sculture a dimensione reale "Corpi nuvolosi" (1999) e "Anima e corpo 3" (2012), uniche eccezioni cromatiche dell'itinerario in bianco e nero proposto da Agnello. Conclude la mostra una suggestiva installazione di 20 pecore disposte disordinatamente su una distesa di gesso e sassi di sale: un bianco arido che rimanda a una visione onirica pur rimanendo ancorata alla matericità della natura.

Le "Compressioni" di Davide Bramante a Malta

L’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Malta – in collaborazione con la Galleria RizzutoArte di Palermo – presentano "Compressioni", esposizione personale del fotografo siracusano Davide Bramante. In mostra dodici delle celebri opere fotografiche per cui l’artista è apprezzato in Italia e all’estero, e alcuni dei recenti acquarelli su photos che costituiscono l’ultima novità della sua raffinata ricerca artistica. Potrebbero sembrare elaborazioni digitali, invece le fotografie di Davide Bramante sono ottenute con la tecnica analogica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti – da quattro a nove – sullo stesso fotogramma. Il principale soggetto e incontrastato protagonista delle opere fotografiche di Bramante è la città, interpretata mediante il ricordo e ricostruita attraverso la sovrapposizione di scatti diversi che sfociano in un’unica visione d’insieme. Attraverso la simultaneità delle sue sovrapposizioni, Bramante riesce ad esprimere il senso della società contemporanea, talmente affollata, impetuosa e sovrabbondante da essere incontenibile in una sola immagine. New York, Parigi, Zurigo, Madrid, Los Angeles, L’Avana, Berlino, fino alle metropoli d’Oriente - ma anche città italiane come Roma, Napoli, Palermo, Firenze – ciascuna raccontata attraverso la sincronica sovrapposizione di diverse inquadrature. Per l’artista, eterno girovago, i suoi lavori sono anche lo specchio della sua storia personale, delle sue esperienze di viaggio e della sua memoria. La mostra sarà inaugurata giovedì 11 luglio 2013 alle ore 19.30 presso l’Istituto Italiano di Cultura e sarà visitabile fino al 31 luglio.

Scritto sul corpo

Il titolo della collettiva – evidente richiamo al bestseller della scrittrice inglese Jeanette Winterson – rivela il tema centrale, la struttura attorno a cui la mostra si compone e si dispone: “Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce: quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì”. Questo il fil rouge che si dipana lungo il percorso espositivo attraverso il mondo del ricordo e dei legami dipinto da Elisa Anfuso e l’enigmatica dissolvenza della pittura di Anna Caruso, il racconto estatico e carnale dei quadri di Jara Marzulli e le immagini ironiche delle donne ritratte da Vania Elettra Tam, le contraddizioni dello spirito e del corpo della scultura e della grafica di Silvia Faieta e l’incontenibile innocenza e gli scenari camaleontici di quelle di Natascia Raffio, fino alle figure di Ilaria Margutti, simbolicamente ricamate per rappresentare le trame della nostra esistenza. All'E-lite studiogallery di Lecce fino all'8 aprile 2013.

Fratello fiume

Il Centro Culturale di Milano ospita la mostra di Giulio Di Sturco dal titolo "Fratello Fiume, Lo scorrere delle acque nel destino dell’uomo", terzo capitolo della trilogia dedicata alla relazione complessa tra uomo e ambiente, iniziata con le monografiche di Edward Burtynsky e Ragnar Axelsson. Una delle voci più rappresentative del reportage italiano, vincitore di un World Press Photo Award nel 2008, Di Turco espone per la prima volta nel capuologo lombardo 40 immagini frutto della ricerca fotografica condotta sul Gange e su altri fiumi del continente indiano. Gli scatti raccontano il legame tra la popolazione e il fiume, spaziando dalle inondazioni alle cerimonie religiose. "Il Gange è un esempio lampante della contraddizione irrisolta tra l'uomo e l'ambiente – spiegano la curatrice Enrica Viganò e Camillo Fornasieri, direttore del CMC – perché rappresenta una fonte di acqua ed energia per milioni di individui e, grazie alle terre che irriga, garantisce cibo a oltre un terzo degli indiani. Ma il Gange è anche uno dei corsi d'acqua più inquinati del mondo, utilizzato per smaltire i rifiuti tossici delle fabbriche, che mettono a dura prova un ecosistema ricchissimo di specie vegetali e animali". La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio 2013.