Quarantenne,
romana, protagonista di sconfinamenti tra i diversi campi della
scultura della scenografia e dell’illustrazione, Dafne Tafuri propone
in quest’occasione un doppio percorso, rivolto da un lato alla
“memoria”: la storia di una grande opera in marmo, riletta nel suo iter
creativo attraverso fotografie e documenti, e dall’altro alla
possibilità di un nuovo operare con piccoli disegni e rarefatte
incursioni nel suo privatissimo mondo. Insomma, I rapporti più armoniosi e i rapporti più dissonanti:
dalla levigatezza e ieraticità del marmo (già collocato in una
collezione privata nella cittadina di Taino, in provincia di Varese) ad
aerei appunti fatti di alternanze tra veloci scorrimenti filiformi e
più spessi grumi di colore rappreso, rigore geometrico e virtuosismi di
forme in incubazione.
Senonché,
sottolinea Francesco Moschini, quegli appunti “hanno il sapore di
chiarimenti a se stessa piuttosto che il velleitario proposito di darsi
come prefigurazioni di possibili opere” e il grande marmo, nei suoi due
elementi incastonati tra loro, esprime una tensione, un vero e proprio
corpo a corpo tra forma e materia, leggerezza e pesantezza, firmitas e precarietà, che è ricerca di una fisica interiorità.
A legare i
due aspetti di questa esposizione che ha un sapore di laboratorio, una
ricercata arcaicità e una appena stemperata primordialità. “Sono
consapevole di una certa inattualità dell’opera,” scrive l’autrice.
“Questa inattualità,” prosegue, “nasce ed è imprescindibile
dall’indagine del nostro presente e nel presente deve essere
verificata.” “Inattualità come unica condizione possibile verso
l’altrove,” aggiunge Francesco Moschini, “rispetto al disordine, allo
scompiglio urlato del presente.”
Costante tensione sembrano indicare le opere visibili in questa occasione espositiva nello spazio di Embrice. I rapporti più armoniosi –
si accomunano così, nella poesia in prosa di Amelia Rosselli scelta da
Dafne Tafuri per chiosare questo suo intervento espositivo, - alle piccole sgraffignature in quell’unico sicuro scialle.
RedazioneArticolo tratto da Tribenet.it
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