TRIBEART / ABOUT



Possiamo ancora decidere di allineare la nostra intelligenza a quella della natura.
Joseph Beuys
 
 
Siamo il primo periodico a distribuzione gratuita dedicato alle arti visive della Sicilia. Dal 2003 raccontiamo i fermenti culturali dell'isola attraverso interviste, recensioni, approfondimenti e notizie. In maniera libera e indipendente facciamo informazione e divulgazione partendo dal dato artistico. Un'indagine sul territorio che non si ferma all'arte ma che da essa trae spunto per affrontare anche tematiche ambientali e ricerche estetiche orientate all'ecosostenibilità.
Siamo una tribù votata all'arte e alla creatività in tutte le sue declinazioni. Crediamo che la cultura sia partecipazione. Crediamo che il giornalismo debba accendere le coscienze. Crediamo che il patrimonio artistico, culturale e ambientale sia la vera ricchezza della nostra terra e che per questo vada difeso, tutelato e promosso. Arte, cultura, ambiente. Tutto questo nutre e muove TRIBEART.
 
Il 14 dicembre 2012 TRIBEART ha lanciato il progetto latienda, shop d'autore «ad alto contenuto siciliano e a basso impatto ambientale». 
Per saperne di più: shop.tribeart.it
 
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Chi siamo
 
Enzo Baldacchino, direttore responsabile
 
Collaborano e hanno collaborato
 
 
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Rassegna stampa
 
Rai Arte | 13 novembre 2012 | intervista on line
 
 
 





SONDAGGIO

Qual è il patrimonio culturale più trascurato in Sicilia?
  Cretto (Gibellina, TP)
  Teatro Greco (Siracusa)
  Teatro greco-romano (Catania)
  Kamarina (Santa Croce Camarina, RG)
  Graffiti dell'Addaura (Palermo)
  Tonnara del Secco di San Vito Lo Capo (TP)
  Valle dei Templi (Agrigento)
  Torre (Isola delle femmine, PA)
  Tempio E (Selinunte, TP)
  Collegio dei Gesuiti (Catania)



A Porto Empedocle le sculture di Giuseppe Agnello

Sono quaranta le opere presenti in "Memorie: vedute laterali e oblique", personale di Giuseppe Agnello a cura di Lorenzo Rosso. Le grandi sculture saranno esposte dal 22 giugno al 30 dicembre 2013 nella Torre Carlo V di Porto Empedocle e ben sintetizzano 15 anni di ricerca e produzione dell'artista di Racalmuto. Caratterizzano l’esposizione l'elemento materico (gesso, resina poliestere e terracotte) "che detta il ritmo della fruizione delle opere in mostra" e il colore ("nero metallico" al primo piano, "bianco abbacinante" al secondo). Aprono il percorso le sculture a dimensione reale "Corpi nuvolosi" (1999) e "Anima e corpo 3" (2012), uniche eccezioni cromatiche dell'itinerario in bianco e nero proposto da Agnello. Conclude la mostra una suggestiva installazione di 20 pecore disposte disordinatamente su una distesa di gesso e sassi di sale: un bianco arido che rimanda a una visione onirica pur rimanendo ancorata alla matericità della natura.

Le "Compressioni" di Davide Bramante a Malta

L’Ambasciata d’Italia e l’Istituto Italiano di Cultura a Malta – in collaborazione con la Galleria RizzutoArte di Palermo – presentano "Compressioni", esposizione personale del fotografo siracusano Davide Bramante. In mostra dodici delle celebri opere fotografiche per cui l’artista è apprezzato in Italia e all’estero, e alcuni dei recenti acquarelli su photos che costituiscono l’ultima novità della sua raffinata ricerca artistica. Potrebbero sembrare elaborazioni digitali, invece le fotografie di Davide Bramante sono ottenute con la tecnica analogica della esposizione multipla in fase di ripresa, risultato di più scatti – da quattro a nove – sullo stesso fotogramma. Il principale soggetto e incontrastato protagonista delle opere fotografiche di Bramante è la città, interpretata mediante il ricordo e ricostruita attraverso la sovrapposizione di scatti diversi che sfociano in un’unica visione d’insieme. Attraverso la simultaneità delle sue sovrapposizioni, Bramante riesce ad esprimere il senso della società contemporanea, talmente affollata, impetuosa e sovrabbondante da essere incontenibile in una sola immagine. New York, Parigi, Zurigo, Madrid, Los Angeles, L’Avana, Berlino, fino alle metropoli d’Oriente - ma anche città italiane come Roma, Napoli, Palermo, Firenze – ciascuna raccontata attraverso la sincronica sovrapposizione di diverse inquadrature. Per l’artista, eterno girovago, i suoi lavori sono anche lo specchio della sua storia personale, delle sue esperienze di viaggio e della sua memoria. La mostra sarà inaugurata giovedì 11 luglio 2013 alle ore 19.30 presso l’Istituto Italiano di Cultura e sarà visitabile fino al 31 luglio.

Scritto sul corpo

Il titolo della collettiva – evidente richiamo al bestseller della scrittrice inglese Jeanette Winterson – rivela il tema centrale, la struttura attorno a cui la mostra si compone e si dispone: “Scritto sul corpo c’è un codice segreto, visibile solo in certe condizioni di luce: quello che si è accumulato nel corso della vita si ritrova lì”. Questo il fil rouge che si dipana lungo il percorso espositivo attraverso il mondo del ricordo e dei legami dipinto da Elisa Anfuso e l’enigmatica dissolvenza della pittura di Anna Caruso, il racconto estatico e carnale dei quadri di Jara Marzulli e le immagini ironiche delle donne ritratte da Vania Elettra Tam, le contraddizioni dello spirito e del corpo della scultura e della grafica di Silvia Faieta e l’incontenibile innocenza e gli scenari camaleontici di quelle di Natascia Raffio, fino alle figure di Ilaria Margutti, simbolicamente ricamate per rappresentare le trame della nostra esistenza. All'E-lite studiogallery di Lecce fino all'8 aprile 2013.

Fratello fiume

Il Centro Culturale di Milano ospita la mostra di Giulio Di Sturco dal titolo "Fratello Fiume, Lo scorrere delle acque nel destino dell’uomo", terzo capitolo della trilogia dedicata alla relazione complessa tra uomo e ambiente, iniziata con le monografiche di Edward Burtynsky e Ragnar Axelsson. Una delle voci più rappresentative del reportage italiano, vincitore di un World Press Photo Award nel 2008, Di Turco espone per la prima volta nel capuologo lombardo 40 immagini frutto della ricerca fotografica condotta sul Gange e su altri fiumi del continente indiano. Gli scatti raccontano il legame tra la popolazione e il fiume, spaziando dalle inondazioni alle cerimonie religiose. "Il Gange è un esempio lampante della contraddizione irrisolta tra l'uomo e l'ambiente – spiegano la curatrice Enrica Viganò e Camillo Fornasieri, direttore del CMC – perché rappresenta una fonte di acqua ed energia per milioni di individui e, grazie alle terre che irriga, garantisce cibo a oltre un terzo degli indiani. Ma il Gange è anche uno dei corsi d'acqua più inquinati del mondo, utilizzato per smaltire i rifiuti tossici delle fabbriche, che mettono a dura prova un ecosistema ricchissimo di specie vegetali e animali". La mostra sarà visitabile fino al 28 febbraio 2013.