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Nato nel 2003, su iniziativa di TRIBE Società Cooperativa, TRIBEART è il primo mensile a distribuzione gratuita dedicato alle arti visive della Sicilia.
Tante le rubriche, da Urban a Spazi Aperti fino a Ricreazione, il mega contenitore che parla di architettura, design, musica, letteratura, cinema, teatro, recicloe molto altro. E poi recensioni, interviste, segnalazioni e un ricco calendario delle mostre siciliane.
TRIBEART è una testata di arte e cultura contemporanea giovane ma autorevole, semplice ma accurata nella grafica e nella scelta dei contenuti. Si rivolge a lettori curiosi e attenti ai fermenti culturali. Si avvale della collaborazione di giornalisti, di curatori, di critici e storici dell'arte, di filosofi, di docenti universitari e di artisti.
Il periodico, stampato in 8.000 copie, viene distribuito gratuitamente in Sicilia e in abbonamento in tutta Italia. Diffuso tramite i maggiori social network e una nutrita mailing list(oltre 10.000 utenti), TRIBEART è inoltre scaricabile dal portale www.tribeart.it, che conta ogni mese oltre 30.000 accessi. Una comunicazione trasversale che passa dal cartaceo al web.
Gli inserzionisti presenti su TRIBEART sono altamente selezionati: la pubblicità, infatti, riguarda esclusivamente gallerie d'arte, musei, librerie, strutture ricettive, locali di tendenza e naturalmente manifestazioni artistiche e culturali.
L'obiettivo di TRIBEART? Fare un'informazione culturale di qualità, puntuale e quotidiana veicolando i propri contenuti attraverso molteplici canali: dal cartaceo al portale web fino ai social network.





SONDAGGIO

Da nord a sud cittadini e "operai" della cultura si riappropriano dei beni comuni occupandoli. Sei d'accordo?
  Sì. È un modo efficace per far sentire la propria voce e per partecipare in maniera attiva alla riqualificazione degli spazi
  No. Occorre lasciare agli enti preposti il tempo per svolgere al meglio il proprio lavoro
  Sì. Il risveglio civile passa attraverso la democratica partecipazione alla vita cittadina
  No. Un semplice corteo pubblico è sufficiente per manifestare il proprio dissenso


«Vogliamo il pane, ma anche le rose».

Lo chiedevano già nel 1912 le operaie del Massachusetts in sciopero, quando trasformarono in slogan una frase di Rosa Luxemburg – marxista e rivoluzionaria tedesca – rivendicando così fondamentali diritti: parità, dignità, rispetto. E pure poesia. Da allora poco o nulla è cambiato. Secondo il "Forum economico mondiale" negli ultimi sei anni la condizione della donna è migliorata nell'85 per cento dei paesi, ma la strada, in termini di uguaglianza economica e politica, è ancora lunga. Nella 101esima "Giornata Internazionale della Donna" vi proponiamo una galleria di donne eccellenti che, attraverso il proprio operato, hanno contribuito alla crescita sociale, politica ed economica del nostro Paese. Alcune hanno nomi noti, come Grazia Deledda e Rita Levi Montalcini, le due sole donne italiane premiate con il Nobel, Nilde Iotti, donna di primo piano della scena politica, Carla Accardi, grande nome dell’arte italiana; altre invece, dai nomi meno conosciuti, hanno compiuto scelte in grado di incidere nell’evoluzione politica e sociale italiana, come Franca Viola, la prima donna ad aver rifiutato con coraggio un matrimonio riparatore o Anna Maria Mozzoni, pioniera del femminismo italiano e delle lotte per la conquista del diritto di voto alle donne. Le storie di queste e altre donne sono raccontate nella mostra "Le donne che hanno fatto l'Italia", in mostra al Castello Ursino di Catania fino all'8 marzo.